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Il desiderio del libraio
Data: 11/09/2020, Categorie: Etero Autore: passepartout
Nel mio lavoro di libraio mi capita di vedere tanta gente, come molti di quelli che lavorano col pubblico, potrei scrivere un libro sulle svariate personalità che entrano in questo negozio. Stare qui tutto il giorno, a contatto con la carta, sentirne il profumo, mi eccita e mi appaga. Sono stato fortunato e capace, nel trovare un luogo di Roma, che mi ha permesso di farmi conoscere, i clienti hanno fatto il resto, il passaparola è fondamentale quando non si hanno possibilità pubblicitarie, specie per una libreria. Tratto libri che spesso non si trovano facilmente nei megastore della lettura, piccole case editrici, che hanno difficoltà di distribuzione, inoltre, quando un cliente desidera un libro introvabile, mi faccio carico della sua richiesta e glielo faccio avere. La sera, dopo avere chiuso la libreria, me ne vado a casa, ho un piccolo appartamento nella periferia nord della città, in una palazzina tranquilla in cortina rossa, che mi ricorda molto Londra. L’estetica ha la sua importanza nella scelta delle cose. Dicevo che il mio appartamento è piuttosto piccolo, ma ben arredato e pensato per utilizzare al meglio ogni spazio disponibile, vivo solo. L’ultima ragazza l’ho lasciata circa sei mesi fa, i suoi impegni erano preponderanti rispetto al resto della sua vita ed io non rientravo nei suoi impegni, capirete, il tutto era piuttosto irritante. Ogni tanto me ne vado a bere una birra nel pub di un amico, ci facciamo due chiacchiere, mi presenta qualche ragazza che ...
... frequenta il locale, di solito tutte donne alle prese con diversi problemi esistenziali, che cercano qualcuno che le ascolti, lo faccio per il tempo della durata della birra, poi mi alzo, saluto e me vado, meglio ascoltare un cd di jazz, spesso regala brividi più profondi. Intendiamoci, non è che non mi piaccia il sesso, mi piace eccome, però se per farmi una scopata devo prima sorbirmi una seduta psicanalitica, preferisco soprassedere e rimandare alla prossima volta. La storia che vi voglio raccontare è accaduta o deve accadere, chissà…mi piace tenerla sospesa nel tempo, cosi chi leggerà questo racconto, avrà difficoltà a collocarlo in uno spazio temporale preciso ed il mio ego, sarà appagato dall’immortalità del momento che sto per narrarvi. Non temete, sono più semplice del concetto che ho appena espresso e non perderò altro tempo. Era autunno, di quelli che solo Roma può regalare, caldo umido durante il giorno, fresco ventilato di sera. La città stava riprendendo il pieno del suo ritmo dopo un’estate che stentava a finire. i ragazzi erano tornati a scuola da circa un mese, ancora alle prese con l’acquisto dei nuovi testi. La mia libreria, si occupa solo marginalmente di scuola, di tanto in tanto, solo su ordinazione prendo dei libri, per i figli di qualche cliente. Quando ho aperto L’officina delle parole, volevo un posto tutto per me, dove poterci tirare fuori di che vivere, ma soprattutto dove coltivare la mia passione per la lettura. Quella mattina, si proprio quella nella ...