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Il desiderio del libraio
Data: 11/09/2020, Categorie: Etero Autore: passepartout
... quale la ragazza del racconto fece l’entrata nella mia vita, ero nel mio negozio, controllavo al computer uno scarico ed ero pronto a concedermi una mezz’oretta di lettura del Tamburo di latta di Grass, quando entra lei. La prima cosa che mi colpì fu l’altezza, sarà stata almeno 1,70 cm, poi la guardai negli occhi e non potei evitare il suo sguardo verde, sorrise, le risposi col mio e chiesi in che modo potevo esserle utile, rispose che voleva dare un’occhiata, le dissi “prego, faccia pure”, tornai al computer e facendo finta di controllare lo scarico, osservavo la mia ospite, dentro i jeans s’intuiva la bellezza delle sue gambe, ben tornite. A causa del caldo romano, indossava una camicetta bianca, che metteva in risalto il seno florido e sostenuto, camminava con eleganza e trasmetteva una femminilità prorompente, i capelli lunghi e lisci, avevano morbidi riflessi rossi, i miei occhi erano pieni della sua fisicità, eppure donne ne vedevo in continuazione e certamente riuscivo ad appagare almeno la vista, ma lei aveva qualcosa di diverso, che mi sfuggiva. Cercava un libro di Banana Yoshimoto, L’abito di piume, avevo finito tutte le copie, le proposi di ordinargliene una, entro due giorni l’avrebbe avuta, ma aggiunsi che se credeva ed aveva urgenza, c’era un megastore a meno di cinquecento metri dal mio negozio, lì, l’avrebbe trovata sicuramente. Era del nord, l’accento mi sembrava lombardo. E’ sempre stato complicato per me capire da quale città si provenga, qualcuno pretende ...
... che la gente riconosca un fiorentino da un lucchese, oppure un bresciano da un bergamasco, bè non chiedetelo a me, non saprei rispondere. Lei mi guardò, sorrise di nuovo e mi ringraziò per la cortesia, sarebbe andata al megastore. Non mi stupii, ma non m’importava, il libro non ce l’avevo e magari era una turista che sarebbe ripartita il giorno dopo. Davanti casa quella sera, trovai il mio amico Stefano, mi disse che passava di lì, difficile crederlo per un tipo come lui, salimmo e preparai qualcosa da mangiare, Stefano disse che aveva già mangiato. Divorai un piatto di pasta ed un pezzo di formaggio di capra, nonostante la mia calcolosi, non riesco a farne a meno. Stefano rovistava fra i dvd, cercava qualcosa che sicuramente non avevo, c’erano soltanto film, ho una grande passione per il cinema. Gli chiesi a che punto fosse con la sua storia, mi disse che non sentiva la sua ragazza da qualche settimana, obbiettai che forse considerarla ancora la sua ragazza poteva sembrare azzardato, nicchiò e piegò la testa da una parte, capii che c’erano delle cose delle quali non voleva parlare. Si sedette accanto a me e discutemmo di politica, poi tirò fuori un dvd e mi disse, “questo lo dobbiamo vedere”, era la ricostruzione della storia delle BR, curata da Carlo Lucarelli, gli chiesi quanto durasse, “ soltanto un’ora e mezza” chiosò prima di accendere il lettore, mi aveva incastrato ancora una volta. Fu dura alzarsi quella mattina, eppure non avevo fatto troppo tardi, appena finito il ...