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Il desiderio del libraio
Data: 11/09/2020, Categorie: Etero Autore: passepartout
... dvd avevo cacciato cordialmente Stefano e me n’ero andato a dormire. Arrivai al negozio in leggero ritardo, trovai il postino che recapitava un invito, aprì la libreria, misi l’invito sul banco. Mi piace leggere la posta quando lo posso fare dedicandole tutte le attenzioni del caso, è un piacere sottile, così, sistemai alcune cose, telefonai al bar per farmi portare un caffè, e solo quando arrivò, presi il taglia carte e aprii la busta. Un cliente mi aveva fatto pervenire un invito per la presentazione di un libro. Si sarebbe tenuta alla Mondadori di piazza Cola di Rienzo, due giorni più tardi, dopo l’orario di chiusura. Ci sarei andato, il libro m’interessava e l’autore pure, telefonai al mio cliente per ringraziarlo e mi misi al lavoro, dovevo sistemare alcuni scaffali coi nuovi arrivi. I giorni successivi all’invito procedettero fra la solita routine ed una piacevole serata trascorsa con gli amici dello yoga, disciplina che avevo scoperto da qualche tempo e che cercavo di praticare con costanza, avevo trovato i miei benefici ed un gruppo affiatato e leale, ma questa è un’altra storia. La sera della presentazione arrivai a piedi e trafelato, entrai e mi cercai un posto per seguire Lucarelli, vi risparmio i particolari del nuovo libro, perché non è di questo che dobbiamo parlare, ma del rinfresco, perché quando mi avvicinai al primo dei tavolini imbanditi dal catering, scorsi con assoluta certezza la ragazza che giorni prima era entrata nel mio negozio per comprare il libro ...
... della Yoshimoto, era la responsabile della sala, la vedevo dare disposizioni agli altri camerieri, dissimulando la mia attenzione nei suoi confronti, passai in rassegna tutte le tavole, assaggiando qua e là, in attesa di essere abbastanza vicino per rivolgerle la parola. “buonasera” blaterai quando la raggiunsi, “ci siamo già visti, ricorda?” dissi implorando la sua memoria. Lei mi guardò sorridendo ed inclinando un po’ la testa, come a raccogliere i pensieri rispose: “si, mi pare di si. Però non ricordo bene dove, un aiuto?” concluse sorridendo, mentre attirava l’attenzione di un cameriere. “qualche giorno fa cercava L’abito di piume nella mia libreria” dissi ruotando l’indice della mano destra vicino alla testa. Socchiuse le palpebre, annuendo, aveva ricordato. Penetrò coi suoi occhi verdi i miei, mi offrì un panino imburrato accanto a lei e mi confidò di averlo trovato al megastore, quel libro. “sono contento” le dissi ed aggiunsi “questi panini sono deliziosi, come tutto il resto, signorina…” lasciai in sospeso la frase, sperando la riempisse col suo nome “…Nausica, il mio nome è Nausica “. “il mio è Curzio, piacere…principessa Nausica, un nome che si adatta perfettamente alla sua bellezza. Ha preparato lei queste prelibatezze?” chiesi con curiosità autentica. “ho partecipato attivamente” sintetizzò la frase sorridendo ancora. Poi la chiamarono dalla parte opposta della sala e mentre camminava i seni si muovevano rivelando la loro consistenza. Quando uscii dalla libreria, ...