1. Giada


    Data: 11/09/2020, Categorie: Etero Autore: Sugarman66x

    Amo il mio lavoro...
    
    Non mi dilungherò sullo specifico ambito professionale, dico soltanto che sono un tecnico.
    
    Qualcuno troverà insopportabile il pensiero di stare seduto ad una scrivania per otto ore, immerso tra pagine di appunti indecifrabili.
    
    Io sono colui che in ufficio risolve i problemi, sviluppa il progetto, indica ai ragazzi impegnati sul campo come superare le difficoltà.
    
    Eppure a volte mi capita di gradire una variazione del tema e magari, come successe lo sorso luglio, recarmi di persona presso il cliente per dare inizio ai lavori e coordinare le attività.
    
    E’ piacevole sentirsi parte di quel gruppo di instancabili lavoratori, condividere con loro la fatica in un ambiente grigio e polveroso, ascoltare spesso le loro lamentele riguardanti la faciloneria con cui noi, camici bianchi, forniamo le direttive, offrire loro una parola di comprensione e sostegno al fine di non compromettere delicati equilibri.
    
    Come dicevo, partii da Milano un lunedì pomeriggio per recarmi presso al punto di ritrovo, in una località di mare nei dintorni di Savona.
    
    Intendiamoci... non sempre sono così fortunato da dover soggiornare in una località turistica, al contrario i lavori si svolgono di norma in siti industriali lontani anni luce da ogni concetto di natura e svago, ma quella volta fui felice di sapere che mi era stata prenotata una camera d’albergo a poche centinaia di metri dalla spiaggia.
    
    Arrivato sul posto non potei che vedere confermate le mie aspettative. ...
    ... Comodamente sedute sulle poltrone della hall decine di persone visibilmente abbronzate erano impegnate in allegre discussioni mentre sorseggiavano cocktails colorati.
    
    Mi avvicinai al banco della reception e mentre appoggiavo la borsa sul pavimento vidi arrivare i miei compagni d’avventura; Claudio, Francesco e Stefano, già visibilmente alticci e allegramente chiassosi come al solito. Dopo le consuete pacche sulla schiena ed una battuta dopo l’altra, mi congedai da loro il tempo necessario per fare una doccia e presentarmi successivamente al tavolo già imbandito per la cena.
    
    Quando si lavora duramente come loro fanno, la cena diviene un’occasione di svago e di relax...le risate sono però una costante per tutta la durata del pasto. Francesco in particolare aveva la battuta pronta nel catalogare ogni bella ragazza che entrava nella sala. Era risaputa la sua passione smodata per le belle donne, soprattutto se al di sopra della quarantina e con forme generose nei punti giusti. Claudio e Stefano erano invece più tranquilli, ma ogni tanto anche a loro sfuggiva un’occhiata ammirata al passare di qualche bionda turista nordica o di una giovane mamma col figlioletto al seguito.
    
    A fine del pasto, complici le due bottiglie di vino bianco e due bicchierini di ottimo limoncello artigianale cadauno, la discussione avente come materia l’universo femminile si era, tra sonore risate, fatta alquanto spinta.
    
    Fu durante un racconto di vita vissuta, da parte del solito Claudio, che mi ...
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