1. Giada


    Data: 11/09/2020, Categorie: Etero Autore: Sugarman66x

    ... accorsi di lei...
    
    Stava seduta in maniera composta dinnanzi al tavolo, assieme a lei la sua famiglia; il padre, la madre ed il fratellino.
    
    Era molto giovane, non avrà avuto più di diciannove anni, di una bellezza semplice e sensuale allo stesso tempo. Il viso carino con un non so che di piacevolmente malizioso. La vidi alzarsi e voltarmi le palle, mettendo in risalto una schiena generosamente scoperta solo parzialmente nascosta da fluidi capelli scuri.
    
    L’indumento che indossava nella parte superiore, in quanto uomo non saprei dire cosa fosse, era di un bianco immacolato, con una specie di nodo al di sopra dell’osso sacro, e creava in netto contrasto con i pantaloni attillati neri e gli stivali, neri anch’essi con piccole borchie metalliche, che le conferivano un’aria vagamente trasgressiva.
    
    Restammo seduti al tavolo per almeno altri venti minuti, fra risate e battute oscene, ma la mia attenzione era concentrata su di lei ed il mio sguardo, di tanto in tanto, si soffermava fugacemente sul suo bel viso.
    
    Com’era logico che fosse, non si accorse della mia presenza, per lei ero meno che trasparente.
    
    Li vidi alzarsi tutti dal tavolo mentre udii suo padre rivolgersi a lei chiamandola per nome: Giada.
    
    Trascorremmo il resto della serata seduti dinnanzi ad un tavolino della hall, giocando a carte e bevendo whisky.
    
    Il mio sguardo si aggirava spesso nei dintorni nella speranza di vederla ancora, ma così non avvenne.
    
    Verso le undici, mentre la testa mi girava ...
    ... per il troppo alcool, invitai ciascuno a recarsi nella propria stanza per un salutare riposo prima in vista della dura giornata di lavoro che ci attendeva.
    
    Stanze numero dispari le loro... 201, 203, e 205 le loro, pari la mia ; 202.
    
    Usciti dall’ascensore imboccammo il corridoio che ci conduceva alle camere.
    
    Improvvisamente la rividi mentre, dopo aver scambiato la buonanotte con i genitori ed il fratellino, si incamminava verso la sua stanza, la numero 204, proprio a fianco della mia.
    
    Salutai i miei amici colleghi, infilai la tessera magnetica nell’apposito vano della porta e la aprii chiudendola subito dopo essere entrato.
    
    Accesi la luce... ero chiaramente un po’ brillo e leggermente malfermo sulle gambe, ma ciò che mi meravigliava maggiormente era quel senso di euforia nel saperla vicina a me, oltre quel muro.
    
    Cercai di levarmi quel pensiero dalla mente e mi spogliai, infilandomi nuovamente sotto la doccia.
    
    Restai diversi minuti sotto il getto d’acqua calda, poi mi asciugai ed indossai il miei calzoncini e la mia t-shirt pronto per andare a letto. Erano quasi le undici e mezza. “Ma si, concediamoci l’ultima sigaretta” dissi a me stesso aprendo la porta del balcone.
    
    Notai subito che il balcone di fatto era in comune con la stanza adiacente, separato soltanto da una ringhiera alta circa un metro. Quello che non mi attendevo era di vederla mentre armeggiava con il cellulare intenta ad inviare un sms. “Forse è per il suo ragazzo” pensai. Mi sentii a disagio ...
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