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Giada
Data: 11/09/2020, Categorie: Etero Autore: Sugarman66x
... comodino lasciando però accesa quella del bagno, sicché si veniva a creare un gioco di luce ed ombra sulle sue curve. Rimasi parecchi minuti ad ammirarla, guardandomi ogni tanto attorno nel timore che qualcuno potesse scoprirmi. Nessuno in vista all’interno del cortile verso il quale si affacciavano i balconi dell’albergo... nessuna persona sveglia tranne me. La vedevo respirare lentamente, un braccio abbandonato sul letto, l’altro che penzolava oltre il bordo, le gambe leggermente dischiuse, il viso reclinato sul cuscino. Mi spaventai di me stesso quando mi balenò per la mente il desiderio di poterla accarezzare e sentire il suo profumo. “E’ una follia” mi dissi, “pensa a cosa accadrebbe se si svegliasse, sempre che sia già nel sonno”. Passarono ancora parecchi minuti, vissuti in quel tormento. Dopo l’ennesima occhiata fugace buttata attorno a me, presi d’impeto la decisione; scavalcai la ringhiera, poggiai i piedi scalzi dall’altro lato del balcone e mi incamminai lentamente verso il suo letto, facendo attenzione a non provocare alcun rumore. Era incredibile, mi trovavo a pochi centimetri da colei che, in quel momento, mi sembrava la donna più bella del mondo, poco più che una bambina ma di una sensualità incredibile. E’ difficile dire quali pensieri vorticavano nella mia mente, quali i timori ed i desideri. Vidi la mia mano allungarsi per sfiorare i suoi capelli, il mio pene tornò ad ergersi vigoroso all’interno dei calzoncini reclamando ciò che ...
... sapevo non sarebbe dovuto accadere. Lei continuava a respirare lentamente, l’espressione del viso tranquilla, inconsapevole della mia presenza e delle dita della mia mano che sfioravano i suoi capezzoli. A quel tocco sembrò agitarsi in un sussulto quasi impercettibile... rimasi immobile ad osservarla, sembrava che i suoi capezzoli avessero reagito diventando turgidi, ma forse era solo una mia impressione. Capivo che era pazzesco ciò che stavo facendo mentre con la mano sinistra cominciavo ad accarezzare dolcemente i suoi seni... con la mano destra avevo liberato il mio uccello dalla sua gabbia di tessuto, ed ora avevo preso a masturbarmi lentamente. Continuavo in maniera alternativa a far scorrere la mia mano attorno a quell’asta dura, anche l’altra mano continuava ad esplorare delicatamente quel corpo sinuoso... sulle spalle, sul ventre, sulle gambe, arrivando ad insinuarsi leggermente in quel piccolo angolo di paradiso racchiuso fra le sue cosce. Lei emise un respiro profondo ruotando leggermente il busto, schioccando appena la lingua sul palato e socchiuse la bocca. La vista di quella lingua e di quelle labbra color ciliegia che parevano invitarmi, mi fecero perdere la testa. Accostai il mio viso al suo e dolcemente leccai quelle labbra mentre continuavo a masturbarmi vigorosamente. Cercavo invano di resistere a ciò che stavo per fare... il mio desiderio era più forte della ragione. Mi ersi eretto dinnanzi a lei ed indirizzai il cazzo con la mano in modo che la mia ...