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La collega e il privè (storia vera)
Data: 12/09/2020, Categorie: Etero Autore: giuseppe1964
LA COLLEGA E IL PRIVE’ (STORIA VERA) Era ormai da un anno che mi trovavo in quella città del Nord e i rapporti sociali non erano certamente paragonabili a quelli che avevo lasciato nella mia cittadina di origine dove ero perfettamente inserito in una vera e propria comitiva di amici. Qui le relazioni si erano rivelate immediatamente meno facili, non tanto per la “freddezza” tipica dei settentrionali, ma per il numero esiguo di dipendenti presenti nell’ufficio quasi tutti più anziani di me (all’epoca ero appena trentenne) e con vincoli di carattere familiare. Avevo tentato diverse volte di invitare per una pizza il sabato sera Livia, l’unica collega giovane presente nell’ufficio, ma aveva sempre declinato l’invito adducendo l’esistenza di impegni già presi e sottolineando l’esistenza di un suo fidanzato. Malgrado non fosse una miss, provavo una certa attrazione per lei e avevo a volte fantasticato sulla possibilità di ottenere i suoi favori quando mi avvicinavo al suo computer per vedere le varie schermate che lei mi mostrava per spiegarmi il lavoro da svolgere. Inevitabilmente mi venivo così a trovare, essendo io in piedi e lei seduta al pc, col mio uccello a pochi centimetri dalla sua bocca e non poche volte immaginavo quello che lei avrebbe potuto fare da quella posizione se solo lo avesse voluto. Inoltre la mia posizione risultava particolarmente favorevole per delle furtive sbirciate all’interno della scollatura che lasciava intravedere un paio di belle tette ...
... bianche e grosse che avrei volentieri fatto oggetto della mia attenzione a suon di carezze, palpatine e gustose leccate. Mi attardavo allora volutamente in quella posizione chiedendo ulteriori approfondimenti fino ad avere una vera e propria erezione, non so se mai notata da Livia, che, sorridente, e con voce squillante mi descriveva le varie schermate che spesso non riuscivo a seguire essendo i miei pensieri rivolti a ben altro. Con la fantasia immaginavo che me lo prendesse in bocca facendomi esplodere fiotti di sperma sul suo seno caldo ed accogliente. Confesso che qualche volta sono stato costretto a farmi una sega nel bagno dell’ufficio per placare l’eccitazione che Livia mi aveva provocato più o meno inconsapevolmente. Ma da qualche giorno la mia mente era diretta alla nuova collega che sarebbe arrivata di lì a poco. proveniente come me da una regione del Sud Italia e avevo sperato che fosse libera da legami familiari quantomeno per intraprendere un rapporto di amicizia. Avevo messo in conto il fatto che fosse sposata, o una cicciona insignificante, ma c’era anche la possibilità che si trattasse di una ragazza interessante. Finalmente il giorno della sua presa di servizio arrivò. La incontrai lungo le scale dell’ufficio. Era arrivata qualche minuto prima di me e capii subito che era lei la nuova arrivata. Superava addirittura le mie aspettative. Era veramente una bella ragazza alta e slanciata. Indossava un bell’abito arancione che metteva in mostra le sue bellissime e ...