1. La collega e il privè (storia vera)


    Data: 12/09/2020, Categorie: Etero Autore: giuseppe1964

    ... lunghissime gambe e valorizzava il suo superbo seno.
    
    Mi disse il suo nome, Alessandra, con un bel sorriso e io feci altrettanto. Il capufficio, bontà sua, decise di farla sistemare nella mia stanza e, soprattutto, di dare a me l’incarico di spiegarle i primi rudimenti del lavoro. Le cose si mettevano nel migliore dei modi e ovviamente io andai in brodo di giuggiole, anche perché venne fuori che era single e che stava cercando un appartamento nel quale sistemarsi.
    
    Ovviamente io mi misi subito all’opera per cercare di rendermi simpatico e affabile sia sul lavoro, ma soprattutto nei fine settimana nei quali eravamo entrambi liberi e con molto tempo a disposizione per stare insieme. Prendemmo così l’abitudine di uscire per fare delle escursioni nei paesini del circondario. inoltre essendo in piena estate passavamo intere giornate in spiaggia, circostanza che mi dava la possibilità di apprezzarla in costume. Come avevo capito era veramente notevole. Le parti del suo corpo che mi piacevano e attraevano maggiormente erano le cosce e il seno prorompente che spiccava sul corpo longilineo e che lei non perdeva occasione per mettere in mostra. Già da queste forme di esibizionismo avrei potuto capire il tipo di donna che era. Oltre che sulla spiaggia mi piaceva osservarla quando, stando seduta al mio fianco in automobile, mi dava occasione di guardarle, le cosce lunghe e abbronzate rese visibilissime dalla gonna appena sollevata. Le teneva leggermente aperte e più volte mi sono ...
    ... dovuto trattenere dalla tentazione di allungare una mano per carezzarle risalendo poi fino all’interno. Stesso discorso per il seno, spesso esaltato e messo in vista da generose scollature o compresso fino a scoppiare da maglie aderentissime.
    
    Ma Mi trattenevo per timore di rovinare subito tutto con la mia fretta ed esuberanza, apparendo comunque Alessandra come una ragazza seria e certamente non abituata a relazioni di tipo occasionale. Inoltre il rapporto lavorativo mi costringeva ad un certo contegno. Non si trattava di una ragazza conosciuta in discoteca o sulla spiaggia con la quale ci si può anche bruciare nel convincimento di non rivederla più. Era una collega con la quale dividevo anche la stanza dell’ufficio. Bisognava attendere e capire quale mossa fosse la migliore. Nel frattempo, in attesa dell’occasione giusta, mi godevo quel “panorama” eccitandomi ancora di più di quanto mi fosse accaduto precedentemente con Livia. Del resto Le occasioni di starle vicino erano numerose e non solo sul luogo di lavoro. le mie seghe serali cominciarono così ad essere dedicate alla nuova arrivata. Immaginavo masturbandomi quello che avrei potuto fare con quelle due poppe abbondanti eccitandomi al pensiero di poterle schizzare col mio caldo sperma. A volte la immaginavo sola, come me, a toccarsi la fica bagnata e desiderosa di un bel cazzone pulsante e questo pensiero mi faceva eccitare sempre di più. Qualche volta ,in preda all’eccitazione, fui pure tentato di telefonarle per ...
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