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La collega e il privè (storia vera)
Data: 12/09/2020, Categorie: Etero Autore: giuseppe1964
... raccontare quello che facevo pensandola e invitarla a toccarsi anche lei . La svolta, come sempre in questi casi, avvenne in una situazione insolita. Più volte avevo ovviamente fantasticato e immaginato di scoparmela in ufficio, in macchina, a casa sua, invece il destino mi riservava una sorpresa. Sonia, un’amica un po’ spregiudicata che avevo conosciuto per caso, mi confidò che per pura curiosità aveva trascorso una serata particolare in un club privè della città. la cosa naturalmente mi incuriosì. Sapevo vagamente dell’esistenza di questi locali, ma non ero mai andato, né conoscevo qualcuno che li frequentasse. Chiesi allora dei dettagli e Sonia mi rispose che si trattava di una specie di discoteca con divani e tavoli intorno alla pista. I clienti stavano seduti sui divani a bere qualcosa, ballavano o, se si presentava l’occasione giusta, potevano usufruire di ambienti più riservati dove era consentito fare sesso a proprio piacimento. Sonia mi spiegò che nella serata del sabato era previsto uno spettacolo erotico con ragazze che si spogliavano sulla pista e che, a volte, coinvolgevano gli avventori in veri e propri rapporti che avevano la funzione di eccitare gli altri clienti seduti ai tavolini. In alcuni casi, se c’era intesa ci si spostava nei locali più appartati. Sonia precisò che lei e la sua amica, nonostante gli inviti di altri clienti, erano rimaste solo a guardare lo spettacolo e a bere un drink. L’idea cominciò a intrigarmi. Perché non proporre ad ...
... Alessandra di passare una serata in quel locale? Poteva essere l’occasione per farla capitolare o, in subordine, per essere coinvolto in una situazione che finora avevo visto solo nei film porno. Il rifiuto era quasi scontato, ma decisi di fare il tentativo buttai lì la proposta, fra il serio e il faceto, precisando subito che si poteva benissimo stare solo a guardare, come aveva fatto Sonia e che comunque ce ne saremmo potuti andare in qualsiasi momento se qualcosa le avesse dato fastidio. Con mia sorpresa Alessandra accettò. Probabilmente eccitata dal senso di libertà che le dava quella situazione che mai avrebbe potuto vivere nella sua cittadina del Sud o forse perché inconsapevolmente voleva avere anche lei l’occasione per manifestare i suoi ardori sessuali. Sabato ero eccitatissimo. Andare in un locale del genere e con una strafica come Alessandra non era certamente una cosa che capita tanto spesso. Naturalmente nei giorni precedenti mi ero informato telefonicamente con il gestore del locale che mi aveva confermato, grosso modo, quanto raccontatomi da Sonia, compreso lo spettacolo dal vivo. All’ora stabilita mi presentai sotto casa di Alessandra in giacca e cravatta e anche lei era particolarmente elegante e sensuale, senza essere mai volgare. Fino a quel momento io, seppure eccitato, ero convinto che ci saremmo limitati a guardare lo spettacolo e avevo anche messo in conto un certo senso di fastidio manifestato da una ragazza per bene come Alessandra, certamente non ...