1. Wild wednesday


    Data: 29/09/2020, Categorie: Etero Autore: Frank721

    ... dritta in faccia.
    
    –cosa è successo, Greta?-
    
    Lei scosse la testa –nulla dai… ti basti sapere che avevi ragione, tutto qui… È davvero un porco… Voleva solo una cosa da me, altro che darling…-.
    
    Sospirai, chiudendo gli occhi per un istante –mi dispiace, Greta… Ho cercato di avvertirti…-
    
    -lo so…-.
    
    Un oscuro pensiero mi passò per la testa e sentii la mia voce indurirsi –ehi…- le dissi attirando il suo sguardo –non è che ti ha…-.
    
    Dal tono della mia voce e dai miei pugni serrati capì che intendessi –no no, tranquillo… avrebbe voluto ma l’ho capito in tempo e l'ho mandato a quel paese…-
    
    Io annuii, facendo una smorfia e rimasi in silenzio per qualche momento. Girai la testa a guardarla mentre finiva di sciacquare i piatti e li metteva a scolare. Si sfilò i guanti di gomma e si appoggiò a braccia conserte contro il piano della cucina, pensierosa, lo sguardo basso. Alzò per un istante gli occhi su di me lanciandomi un sorrisetto triste, per poi abbassare nuovamente lo sguardo.
    
    Sorrisi tristemente anche io, compatendo il suo stato d’animo, e le dissi –ehi… no, non posso vederti così triste. Sei troppo bella per avere quell’espressione imbronciata-.
    
    Greta alzò lo sguardo su di me, sorridendo lievemente al complimento
    
    –senti che facciamo- continuai –al diavolo la tristissima pasta col sugo a casa. Ora vai in camera, ti vesti e andiamo fuori a cena. Poi andiamo all’Howl e ci prendiamo una di quelle sbronze che domattina non ti ricordi neanche più chi è Damien, ...
    ... ok? E soprattutto usciamo e ci divertiamo, che ne hai bisogno-.
    
    Lei sorrise, ma scosse la testa –non lo so, Fra… è che mi sento anche un po’ stanca e non ho molta voglia di andare a divertirmi…-
    
    -balle… non sei stanca, sei triste e non ne vale la pena, non per quell’essere mitologico di Damien-
    
    Lei rise –perché mitologico?-
    
    -perché ha il corpo di uomo e la testa di cazzo!-.
    
    Greta scoppiò a ridere di gusto, segno del fatto che ne avesse un gran bisogno.
    
    Risi anche io con lei –visto? Hai riso! Ti ho divertita e non è stato male no? E se esci con me stasera ti divertirai ancora di più, vedrai. Sicuramente più che a startene qui a casa da sola, sul divano, con la coperta di lana, a guardare Titanic, mangiando cioccolata… e non provare a dirmi il contrario che so benissimo che era quello che volevi fare!- aggiunsi quando lei tentò di ribattere.
    
    Lei rimase a ferma a pensare, ancora con le braccia conserte, ma con un sorrisetto che si ingrandiva sempre di più sul viso.
    
    Alzò gli occhi su di me, che ancora la guardavo sorridendo, e annuì –va bene, andiamo… dammi solo il tempo di cambiarmi-.
    
    Io annuii semplicemente, guardandola andare in camera, e dopo un attimo la seguii andando verso la mia.
    
    Dieci minuti dopo ero di nuovo in cucina, con un paio di blue jeans, scarpe Timberland color cuoio e una camicia bianca con le maniche arrotolate lungo gli avambracci, seduto sul divano ad aspettarla. Mi ero appena alzato a guardare la città attraverso la finestra, ...
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