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Un pomeriggio al centro commerciale
Data: 03/10/2020, Categorie: Etero Autore: bellidiego
... giro alla rinfusa dai clienti e braccavano come predatori rapaci ogni essere vivente che varcasse la soglia d'ingresso, fosse pure un cane al guinzaglio, la frase era sempre la stessa "avete bisogno di aiuto?" che arrivò puntuale anche al nostro indirizzo e Lidia con molta disinvoltura liquidò la ragazzetta di turno dicendo "no grazie, diamo un'occhiata in giro". Girammo un po' per il negozio mentre lei prendeva con se vari capi da portare dentro, così da far sembrare più credibile il nostro vagare e soprattutto giustificare il tempo che saremmo dovuti stare dentro al camerino. - "ora che sono tutti vuoti entriamo" mi disse accelerando il passo nella giusta direzione. - "ok, arrivo, non facciamoci vedere che entriamo insieme" risposi io, ancora meno convinto di prima ma ormai ero in ballo. Appena entrati ci occupammo dell'aspetto più importante, la privacy, posizionai i nostri zaini per terra sotto la porta per coprire la fessura che altrimenti avrebbe rivelato un paio di piedi di troppo in quella stanzetta. Lei nel frattempo si liberò di tutti i capi che aveva raccolto in giro, due jeans, una maglietta, tre reggiseni e due paia di mutande, tutti appesi con cura sui ganci nel muro. Poi si voltò a tre quarti e con un sorriso malizioso cominciò ad accarezzarmi il membro attraverso i pantaloni, io risposi immediatamente cominciando a baciarla sul collo e con le mani le accarezzavo i seni infilandomi sotto la maglia di lana. Cominciava a fare caldo lì dentro, ...
... lentamenteci spogliammo a vicenda, io le tolsi il maglione staccandomi solo per un secondo della sue labbra che ripresi subito a baciare con crescente passione. Lei mi slacciò la cintura e poi i pantaloni, che caddero a terra come se qualcuno li tirasse giù di forza. Un pezzo alla volta ci eravamo tolti tutto in una manciata di secondi, cercavamo di fare le cose nel modo più silenzioso possibile per non attirare l'attenzione su di noi, io rimasi in piedie misi per un secondo l'orecchio vicino la porta per cercare di intuire cosa stesse accadendo al di fuori del camerino. Lei mi fece capire immediatamente che dovevo rivolgere la mia attenzione a ciò che invece succedeva all'interno, si inginocchiò e me lo prese in bocca cominciando lentamente a succhiarlo, lo sentivo pulsare tra la lingua e il palato mentre si gonfiava per raggiungere la sua massima erezione, che non tardò ad arrivare come Lidia aveva profetizzato fuori dal negozio. Ormai non potevo più tirarmi indietro, al contratrio la mia eccitazione era sempre più forte e sentivo il bisogno di possederla proprio lì, in quello spazio ristretto, nel posto più affollato che potesse venirci in mente. Le feci cenno di sedersi sul piccolo sgabellino così basso che nessuno lo userebbe mai per sedersi, ma che in quel preciso istante sembrava che l'avessero messo lì apposta per noi, lei eseguì e allargò le gambe di fronte a me in attesa di ricevere l'ospite tanto atteso. Mi inginocchiai di fronte a lei, il mio membro era esattamente ...