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Un pomeriggio al centro commerciale
Data: 03/10/2020, Categorie: Etero Autore: bellidiego
... all'altezza della fessura vaginale, dopo aver lambito un paio di volte le sue grandi labbra con il glande per farmi strada lo infilai lentamente e con movimenti sempre più profondi era entrato completamente, tanto che ad ogni spinta il mio ventre entrava in contatto con il suo e al suono dei nostri corpi che collidevano cominciavano ad unirsi i suoi crescenti gemiti. - "shhh! ci sentono!" le dissi mettendole la mano sulla bocca pregandola di contenere le sue esternazioni di piacere, continuando al contempo a dare colpi sempre più decisi finché anch'io non raggiunsi il punto di non ritorno. Arrivato all'apice del piacere, con un rapido movimento mi alzai in piedi, lei intuì immediatamente che non avrei resistito più di pochi secondi, lo prese subito in bocca mentra con una mano mi segava e con l'altra mi accarezzava i testicoli. Non mi ci volle molto ad esplodere con una potente eiaculazione che raccolse in bocca senza sprecarne nemmeno una goccia. Rimasi fermo qualche istante, nel tentativo di recuperare le forze mentre lei con estrema perizia ripuliva con la lingua ogni singola goccia del mio seme. Tornato in me, realizzato quello che era ...
... appena accaduto e data un'occhiata all'orologio mi resi conto che era il momento di uscire, mi rivestii in fretta, aspettai che i rumori all'esterno diminuissero, sperando di riuscire a cogliere l'attimo in cui non passasse nessuno per uscire per primo dal camerino. La fortuna fu dalla mia parte ed andò proprio così, appena in tempo visto che un secondo dopo che Lidia aveva richiuso la porta sembrò ricominciare il frenetico via vai. Trascorso un minuto la porta di aprì di nuovo e la vidi uscire mentre mimava la tipica espressione che si fa quando si provano tante cose e non ne va bene una e rivolgendosi alla commessa che ci aveva visto entrare disse "oggi non è la mia giornata, grazie comunque! posso lasciare le cose nel camerino?" - "si certo, ci penso io, grazie a voi" rispose lei entrando nel camerino dove ancora ristagnava nell'aria l'odore del sesso appena consumato. - "arrivederci!" dissi io sorridendo cordialmente alla commessa. Ci guardammo negli occhi, ci avviammo verso l'uscita senza dire nulla e una volta fuori scoppiammo in una fragorosa risata liberandoci di tutta la tensione di cui ci eravamo caricati stando lì dentro..