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Il desiderio della trombamica
Data: 03/10/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: brendon_7
... auto li intorno, bruciando qualche minuto prima di ritornare al parcheggio deserto; sosto l’auto in modo da vedere nello specchietto chi arriva. Non vedo l’ora che passino i pochi minuti che restano. Sono in ritardo. Non si vede nessuno. Tiro un bel respiro per rilassarmi. Arriva un’auto. Va via dritta, non girà nella stradina del parcheggio. Fuori fa un freddo bestia, sul cristallo si stanno formando dei cristalli di ghiaccio, mentre all’interno la condensa appanna i vetri. Accendo l’aria e la resistenza del cruscotto posteriore per continuare a vedere la strada principale. Guardo anche avanti: i muri di recinzione del camposanto, la grande cancellata, e mi sembra una situazione assurda. C’è luna piena e il cielo è sereno, anche senza lampioni si vede tutto distintamente. Forse è un normale ritardo, ma si fa sempre più strada il pensiero che invece mi han tirato un gran bidone e non si presenterà nessuno. Devo ricredermi quando un messaggio da un numero che non conosco mi avvisa che sono un po’ in ritardo ma stanno arrivando: dev’essere il numero di lei. La lunga attesa termina quando vedo un’auto accostare, accennare la curva del parcheggio, segnalarmi di seguirla con una flashata degli abbaglianti e rimettersi in strada. In un attimo mi desto, il battito cardiaco aumenta all’impazzata e il respiro si fa profondo per ossigenare i pensieri e tenere la lucidità. Metto in moto, retro, fari, e torno sulla strada, seguo a debita distanza l’auto che mi ...
... precede e che mi attendeva sul ciglio della strada, senza frecce, perché tanto non si vedeva anima viva in giro. Vedo la sagoma della testa riccioluta di Matteo alla guida, mentre dal lato passeggero, ogni tanto, sbuca la sagoma di una nuca minuta, con capelli lisci, che si avvicina a Matteo e che è indubbiamente la testa di Barbara, così si chiama la sua trombamica di stasera. Quando si rimette composta sparisce nascosta dal sedile. Ci togliamo dalla statale e prendiamo una stradina bianca privata. Quando Matteo accosta in una piazzola e spegne motore e fari capisco che siamo arrivati. Io accosto la mia auto una decina di metri prima, a lato della stradina. Attendo. Nell’auto davanti vedo un po’ di movimento. I ruoli sono noti. Io devo recitare la mia parte per realizzare il desiderio erotico di lei. E allora attendo. Accendono la luce nell’abitacolo. Matteo sembra tranquillo al posto di guida, Barbara invece si agita di più, sento un impulso di eccitazione nel vedere che allunga le braccia nel gesto di sfilarsi la maglia, e poi riesco a distinguere che, nascosta dal sedile, sta inarcando la schiena per sfilare i pantaloni. Mi eccito di più. Ora sento il mio membro farsi duro e premere nei pantaloni. Lo aggiusto con la mano per sentirmi comodo e renderlo libero di ingrossarsi di più, e continuo a cercar di distinguere cosa succede nell’auto di fronte. Barbara si agita ancora. Ora si gira di fianco, si accuccia in qualche modo compressa sul sedile, ...