1. Il club degli amici - (cap. ix di xvi)


    Data: 03/10/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: suntopless

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    Capitolo IX – L'ULTIMO DELL'ANNO
    
    Si avvicinava l’ultimo giorno dell’anno. Proponemmo di organizzare una festa per quell’occasione, lì al nostro club. Non tutti aderirono all’iniziativa, per i motivi più diversi: famiglia, viaggi da tempo organizzati, altre feste o altro. Ma una buona parte si rese disponibile a partecipare.
    
    Chiamai un catering e feci allestire di tutto punto il piano seminterrato che era rimasto sempre completamente spoglio ed inutilizzato. Quando avevo preso in affitto la villa avevo deciso di utilizzare ed arredare solo il piano principale: era più che sufficiente per gli attuali soci. In futuro, se Il Club degli Amici fosse cresciuto molto di più come iscritti, ci saremmo potuti allargare utilizzando anche il piano inferiore.
    
    L’idea era quella di organizzare una normalissima cena di fine anno. Avevamo rimesso in funzione anche la cucina che sarebbe servita ai due impiegati della ditta solo per riscaldare, o finire di cucinare, quelle pietanze che sarebbero arrivate in sede già pronte o semipronte.
    
    Per quanto riguarda i camerieri ebbi un’idea diversa. Mi recai in un’agenzia di hostess e modelli e parlai direttamente con il proprietario. Spiegai che tipo di club era il nostro e chiesi di avere a disposizione otto giovani della sua agenzia, quattro uomini e quattro donne. Certo, capivo che i suoi assistiti si dovevano impegnare a servire ai tavoli, compito non ...
    ... propriamente di hostess e modelli, ma spiegai perché mi ero rivolto a loro. Spiegai la mia idea. Volevo che questi giovani servissero ai tavoli mentre si trovavano nudi, completamente nudi, sia gli uomini che le donne.
    
    Ecco perché mi servivano dei modelli, necessitavo di persone esteticamente belle. L’agente era dapprima un po’ titubante, più per il dovere servire ai tavoli che per la nudità, poi mi disse che probabilmente otto persone sarebbe riuscito a trovarle.
    
    Continuai allora spiegando cos’altro mi sarebbe piaciuto organizzare. Dissi apertamente che tra questi otto ragazzi, dopo la cena, chi avesse voluto, senza alcun obbligo, sarebbe potuto rimanere come gradito ospite del club, partecipando quindi a tutti i nostri giochi. Ovviamente il compenso, già piuttosto elevato visto la particolarità che già avevo chiesto, in questo caso sarebbe stato doppio. Anche qui il proprietario dell’agenzia si mostrò titubante, molto più di prima. Lo vedevo pensare, infine mi disse che forse avrebbe potuto trovare qualcuno che facesse al caso nostro. Ma non assicurava nulla.
    
    Lo rassicurai dicendo che a noi importava soltanto la prima parte: dei camerieri completamente nudi. La seconda parte, il fatto che tutti o qualcuno di loro restasse anche oltre, era qualcosa di più.
    
    Arrivò l’ultimo dell’anno. Contrariamente al solito eravamo tutti vestiti, tutti eleganti. Maria, la nostra unica impiegata, era piazzata all’ingresso della villa. Le avevo chiesto la cortesia di lavorare anche per ...
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