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Nutrire il pianeta
Data: 04/10/2020, Categorie: Etero Autore: lulululu
... trattava di piccoli tavoli indipendenti e tranquilli, che non c'era nessuna fretta una volta entrati e che anzi, se avessimo gradito trattenerci più a lungo dell'orario di chiusura dell'EXPO avremmo potuto attardarci a nostro piacimento. -Ma poi come si fa ad uscire?- Chiese curiosa Barbara -Non c'è problema signora, tu non te preoccùpe, siamo in Italia no?-... -Dai allora entriamo, cosa ne dici?- ed io, vedendo la curiosità viva negli occhi della mia splendida compagna -Va bene, a me il maiale è sempre piaciuto- -Scusate...- intervenne il nostro interlocutore -Non vi ho ancora detto che qui si paga prima, poi mangiate e bevete ciò che meglio desiderate e....inoltre si entra scalzi, potete lasciare qui fuori le vostre calzature e lavarvi i piedi al lavatoio, le ritroverete all'uscita-. Ci guardammo negli occhi, poi dissi:-Va bene- con un filo di incertezza. Pagammo, ci lavammo i piedi, ed entrammo Dall'atrio minimal, ovattato, lucido e moderno passammo ad un ambiente completamente diverso, il contrasto ci lascio stupefatti ed inebriati. La luce aumentò decisamente, pur rimando ovattata e morbida, un suono diffuso di musica orientale si mescolava al sommesso ed indecifrabile brusio dei commensali, o meglio, dei presunti commensali in quanto l'ambiente era tutto suddiviso da tendaggi e legnami africani, tanto che nessuno degli ospiti poteva essere visto direttamente se non intuito attraverso un'ombra tra i drappeggi. Il pavimento era pressoché ricoperto ...
... da tappeti, l'atmosfera era gradevolmente appena tiepida con sentori di menta e coriandolo; non si sentiva alcun odore di cibo, né di polvere; l'aria profumava di freschezza e pulizia. Ci venne incontro un uomo alto vestito in livrea nera impeccabile con scarpe e papillon: -Benvenuti, signori, accomodatevi, posso farvi preparare un tavolo?-, senza attendere risposta, ma percependo il nostro assenso ci invitò a seguirlo. Attraverso quella magica foresta e senza mai incontrare direttamente nessuno. ci ritrovammo un una piccola ondeggiante stanzetta drappeggiata di rossi (avrei detto stoffe Masai) con a terra uno spesso tappeto marocchino. La stanza era senza arredi. Il maître batte due volte le mani ed in breve due esemplari umani completamente nudi si presentarono a noi silenziosi: erano un uomo ed una donna, piuttosto giovani e gradevoli (non so dire quanto fossero belli in effetti, a quel punto il mio cervello faceva fatica e registrare gli eventi strani che stavano accadendo). Volsi timidamente lo sguardo a Barbara, ma lei non rispose, bloccata ed attratta completamente dalla scena, corsi allora lungo le sue gambe fino ai piedi nudi e su al suo petto: era alto, il suo seno teso e respirava profondamente, la pensai eccitata e forse un po' spaventata allo stesso tempo. La cinsi con un braccio, si rilassò e mi sorrise sussurrando maliziosa all'orecchio -E adesso che succede?-.... Successe che i due si bendarono a vicenda e si misero carponi, stretti uno a fianco ...