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Nutrire il pianeta
Data: 04/10/2020, Categorie: Etero Autore: lulululu
... all'altra al centro della saletta, la testa di lei verso il posteriore di lui e viceversa. In breve la tavola fu completata con due sedie in policarbonato trasparente (credo fossero della Kartell con i braccioli) che prima non avevo notato. Sulla pelle nuda dei ragazzi furono poste solamente le quattro posate d'argento (due per parte), un piccolo e basso tavolino (tipo Ikea Lack per intenderci) fu posto a fianco con il cestello per il vino, i calici di cristallo, i tovaglioli ed il pane. Osservando apparecchiare non poté sfuggirci il logo dei volontari dell'EXPO, tatuato con l'hennè a livello della scapola destra dei due ragazzi; bastò uno sguardo di intesa tra me e la mia B per capire che pensavamo la stessa cosa. -Prego, accomodatevi- fece a questo punto il maître. Barbara sedette dalla parte dell'esemplare maschio, io dalla femmina le teste dei due esseri umani nudi erano alla nostra destra i due posteriori alle nostra sinistra. Io e Barbara entrammo nella parte cercando di comportarci con indifferenza, come se fossimo ad un qualsiasi ristorante: dopo una breve consultazione del menù, optammo per un filetto di maiale (naturalmente!), frollato quattro settimane, servito al sangue dopo un'accurata rosolatura e profumato al rosmarino; accompagnato da una bottiglia di Syrah sudafricano. Il quarto d'ora di attesa, necessario per la preparazione della carne, lo trascorremmo in silenzio, sorseggiando il vino rosso accompagnato da una focaccia cotta al forno, ...
... speziata e profumata. Io e Barbara continuavamo a guardarci negli occhi silenziosi, come drogati dall'atmosfera e dalla situazione nella quale eravamo incappati. Arrivò il cameriere con il lungo filetto poggiato sopra una corteccia di sughero, lo prese con un forchettone e lo depositò sopra la spina dorsale del maschio a livello lombare nell'incavo dei muscoli. Il nostro tavolo reagì arrossendo la pelle e contraendosi, senza fiatare. Patate al forno furono deposte sopra la femmina, più o meno nella stessa posizione, lei non riuscì a trattenere un flebile gemito accompagnato dall'inarcare la schiena , alzare la testa e sporgere, per un attimo, le natiche ben tornite. Il cameriere prese un coltello affilato, e con fare esperto divise parzialmente il filetto in fette rotonde spesse circa un dito, sfiorando con fare esperto la pelle del maschio senza mai inciderla veramente. Il filetto arrostito alla perfezione era un pezzo di carne magrissima, lungo ed affusolato di più di un chilo e mezzo, le fette rotonde presentavano una crosta quasi caramellata, un alone di carne cotta ed una parte centrale al sangue, succosa ed umida. Guardavo Barbara che osservava il filetto ora, aveva la forma di un grosso membro (di un membro esagerato direi) incastrato alla perfezione nel solco delle vertebre del maschio. Guardava i succhi che colavano languidi, con uno sguardo curioso, affamato ed eccitato allo stesso tempo. Finito di servire, il cameriere si congedò precisando: -se ...