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Una bottiglia di quelle giuste
Data: 04/10/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad
... disse e furono le sue mani a carezzarmi il petto. Il suo tocco fu delicato all’inizio, poi sensuale e ben presto al limite della sopportazione. Il mio uccello si indurì ancora di più, quando Enzo mi toccò i capezzoli, e da come teneva chiusi gli occhi, mi resi conto che anche lui godeva a sentirsi addosso le mie mani. Eravamo l’uno nelle braccia dell’altro; d’un tratto lo guardai fisso negli occhi, mi allungai quel poco verso di lui e lo baciai. Subito le nostre lingua guizzarono l’una nella bocca dell’altro, esplorandola, avvolgendosi e risucchiandosi a vicenda in un gioco dolcissimo. Intanto, mossi le mani sul davanti della sua camicia, slacciandogli i bottoni. Smisi quel primo bacio e, allontanando le labbra dalla sua bocca, mi precipitai sui suoi capezzoli. Gli aprii del tutto la camicia e gli presi un capezzolo fra le labbra. Il contatto mi diede una sensazione sconvolgente e nelle profondità della sua gola sentii come un brontolio roco, il richiamo d’accoppiamento del maschio. Io ero un po’ brillo per il vino bevuto ed Enzo era una ragazzo fantastico, eravamo soli e la cantina era buia: spinsi una mano sotto la cintura dei suoi pantaloni e mi trovai davanti la sacca umidiccia delle mutande: il davanti era fradicio di presborra! Gli passai allora le dita attorno all’enorme asta del cazzo, poi gli slacciai i pantaloni; Enzo si tolse le scarpe con un calcio e quando mi chinai per abbassarglieli alle caviglie, lui sollevò una gamba e spinse il piede verso la ...
... mia faccia. Allora mi lasciai andare e, con un suono gorgogliante, presi in bocca tre di quelle dita e gliele succhiai. Poi le leccai una per una e le insalivai tutt’intorno, focalizzandomi infine sull’alluce. Non avevo idea dell’effetto che questo avrebbe avuto su di me: l’odore, la sensazione erotica, la conformazione eccitante di quel ditone, ogni cosa mi portò ad un tale livello di eccitazione, che quasi mi venivo nei pantaloni. Anche ad Enzo, però, la cosa piaceva moltissimo. Gettai un’occhiata all’organo massiccio racchiuso nel candido cotone delle sue mutande e vidi che i coglioni gli formavano come un bianco pallone fra le gambe. Mi chinai ancora di più per leccare il levigato arco del suo piede. Lui sussultò e, lasciandosi andare con un lungo gemito, si calò le mutande, facendo balzare il cazzo in avanti nella chiusa atmosfera della cantina. Dalla punta gli colava un filo di presborra. Abbassando allora lo sguardo su di me, intanto che continuavo a leccargli il piede, lui prese a masturbarsi e l’enorme pestello spurgò fuori ancora più miele. Allora mi aprii in fretta i pantaloni e presi a masturbarmi pure io. Ma non riuscii a trattenermi e la mia densa sborra schizzò fuori bollente, coprendogli la superficie del piede che stavo leccando. Al che, lui sollevò l’altro, così il mio bianco sciroppo impiastricciò pure quello. Lo irrorai proprio bene e la mia sbroda gli colò fin tra le dita. Mentre il mio cazzo si ammosciava, mi accorsi che il suo era duro e pronto ...