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Io Sono Elbe |2| Fuga delle Idee
Data: 08/10/2020, Categorie: pulp, Autore: Cigno
Alice si aggiustò per bene il vestito. Raccolse i capelli con un fermaglio a bacchetta e aprì la porta. “Buona sera, Alice.” disse la paziente. “Salve, Elizabeth.” Elizabeth si accomodò sul divano mentre Alice si sedette nuovamente nella poltrona. Dove aveva lasciato penna e taccuino? Chiaramente abbandonati a se stessi per terra. Li raccolse e iniziò la seduta. Qualche convenevole era necessario prima di iniziare davvero a lavorare. Non si era ancora ripresa del tutto dall'intermezzo pomeridiano in solitaria. Finite le frasi di rito riguardo il lavoro, gli appuntamenti e altre futilità, entrarono nel merito delle attività. “Di che vuoi parlare, oggi?” Domandò Alice, rivolgendo un placido sorriso ad Elizabeth. “Non saprei... Di solito tu mi fai le domande, io cerco di rispondere. No?” disse Elizabeth, di rimando. “Beh... in verità, di solito io ti lascio parlare e tu segui il corso dei tuoi pensieri. Le mie domande intervengono più che altro per suggerirti i passi successivi da compiere.” rispose Alice. “Giustissimo.” fece la paziente. Elizabeth era sempre stata la sua paziente preferita. Per Alice fu un caso fondamentale per la sua carriera professionale. Le grandi difficoltà e la grande cura nel gestire la relazione paziente-terapeuta resero speciale quel rapporto. Elizabeth era l'unica paziente autorizzata a chiamare la dottoressa Alice Ehrenfeld per nome. “Come va con i momenti di amnesia?” domandò Alice. “Vanno sempre meglio. Ormai i buchi di memoria sono sempre più ...
... piccoli.” Rispose Elizabeth. “Anche quelli prima dell'incidente?” domandò Alice, iniziando ad annotare qualcosa sul taccuino. “Per quelli faccio ancora un po' fatica. Sono passati tanti anni, ormai.” disse Elizabeth. “Se non sbaglio, fu un'automobile ad investirti, mentre stava attraversando la strada.” disse Alice. “Si, Alice. Un auto bianca. Questo sono riuscito a tenerlo a mente...” “Riesci a ricordare qualcos'altro? Ricordi dove stavi andando? Cosa avessi fatto quella mattina?” Domandò Alice, intenta a consultare il taccuino. Elizabeth stava sdraiata, sul lettino. La testa fissa in alto, cercando di ricordare. “Non ricordo quasi nulla. Ho solo alcuni frammenti. Ricordo di essermi svegliata accanto a William. Ho l'immagine ancora impressa nella mente di lui, riflesso allo specchio, mentre cercava di indossare la camicia. Ricordo di averlo baciato. Uno dei baci più appassionanti e sentiti che abbia mai saputo dare.” rispose. Alice annuì. La scrittura sul taccuino si fece più agitata. Ultimamente, entrare in armonia con quegli argomenti le risultava difficile. Non voleva fare la stessa scenata avuta col Signor Bates. “Come procede con il riconoscimento dei volti? Dopo il crollo psichico... mi è parso di percepire una lenta ripresa!” disse Alice. “Beh, va decisamente meglio. È stato un periodo difficile, per tutti. Credo di aver superato la fase peggiore...!” disse Elizabeth. Poi aggiunse ”Io e William adesso siamo di nuovo molto in sintonia. Sono riuscita di nuovo a fare sesso ...