1. Io Sono Elbe |2| Fuga delle Idee


    Data: 08/10/2020, Categorie: pulp, Autore: Cigno

    ... Alice, fingendo indegnamente. In realtà non era stata Elizabeth a raccontarle l'incontro tra lei e William. Bensì fu William stesso, il giorno in cui la dottoressa si recò a casa loro per risolvere la delicata situazione. Altro dettaglio su cui era meglio non indugiare eccessivamente. “Comunque sia... quella mattina mi decisi a rispondere ad una e-mail. Uno dei miei contatti mi aveva particolarmente incuriosito. Se non sbaglio, lei mi chiedeva di raggiungerla. Di incontrarci. Io le risposi che non appena sarei guarita, l'avrei presto cercata.” “E la trovasti?” Chiese Alice. “No. Fui investita da quell'auto e non ci furono più altre priorità nella mia vita.” rispose Elizabeth. “Perché non rispondesti mai a nessun altro, a differenza di quella tua ammiratrice?” domandò la psicologa. “Non saprei. Aveva qualcosa di familiare. Qualcosa di vissuto. Di esistente. Fu l'istinto a guidarmi. Comandavano le mani, non il cervello.” Alice annotò tutto con grande cura e perizia. Aveva sbagliato, probabilmente, a entrare così tanto in confidenza con una paziente. Tuttavia, con Elizabeth era difficile non avvertire disagi per certi argomenti. Nella sua posizione, Alice era contemporaneamente amica e psicoterapeuta. Una scelta non consapevole all'inizio ma a cui nel corso del tempo entrambe si abituarono. Per Alice era un vantaggio poter entrare con la lente di ingrandimento nella vita della paziente. Per Elizabeth era confortante sapere di poter aver confidenza con una persona. Questo, ...
    ... come in tutte le relazioni, comportava dei malintesi. Dei segreti. Delle sbavature che rendevano certi dialoghi un po' impliciti. Metaforici. Pericolosi. Ogni passo falso avrebbe potuto incrinare definitivamente il rapporto e la perdita di anni di lavoro. Alice non poteva permetterlo. ------ Alice, quella sera, tornò a casa, sfibrata dall'intensa giornata lavorativa. Aveva preso roba Take-away dal cinese e l'aveva consumata istantaneamente, una volta varcata la soglia dell'appartamento. Stava sistemando alcune cianfrusaglie sparse nel salone. Nonostante vivesse da sola, quella casa sembrava abitata da una mandria di adolescenti schizzati e strafatti. Ogni cosa era fuori posto. I piatti lasciati nella pila per giorni interi. Tuttavia, a detta di Alice, anche in tutto quel Caos si poteva trovare un ordine specifico. Un ordine a cui lei era ormai abituata. Poi arrivavano i Lunedì sera e tutto veniva resettato. Conseguentemente, anche le cianfrusaglie della settimana prima lasciavano il posto a quelle della settimana successiva. Per questo motivo, oltre che per il desiderio di liberare un po' di spazio mentale, Alice decise di sistemare casa. Di solito tale metodo risultava efficace: Cervello disattivo fino alla sera successiva e pulizia della casa accompagnata da buona musica. Era perfetto. Quel lunedì, tuttavia, la sua mente roteava all'impazzata. Aveva ricevuto troppi input. Doveva in qualche modo impegnare il tempo, seguendo il filo della ragione. La sfuriata con Bates. Il ...
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