-
Io Sono Elbe |2| Fuga delle Idee
Data: 08/10/2020, Categorie: pulp, Autore: Cigno
... confronto con Elizabeth. Il momento masturbazione convulsa. Pochi lunedì furono così intensi come quel lunedì. Mentre era intenta a riordinare il salotto, ripensò ad alcuni dettagli della sua relazione professionale con Elizabeth. Già, professionale. Non soltanto, pensò. Le venne in mente di cercare tra le sue carte dell'ufficio. Era nervosa. Sapeva di stare compiendo quella ricerca non per benessere della propria paziente ma per il proprio benessere. D'un tratto, lo trovò. Una copertina inconfondibile. Raccolse l'oggetto e lo esaminò. “ICVM” Il diario di Elizabeth, donatogli in segreto da William. Lo sfogliò accuratamente. Si ricordava molto bene di quella storia, così ermetica eppure così familiare già alla prima lettura. Era un meltin-pot di citazioni letterarie e di riferimenti alla sua biografia. Elizabeth, infatti, aveva trasposto nei personaggi alcuni tratti della sua personalità e rivissuto momenti fondamentali della sua esperienza. Come in una sorta di viaggio nella propria mente, Elizabeth iniziò a lanciare messaggi d'aiuto all'interno delle sue storie, come se chiedesse ai personaggi stessi di aiutarla. Nell'arco di pochi minuti si ritrovò nuovamente immersa nella lettura di quei capitoli tanto sconnessi tra loro quanto amalgamati. Il suo capitolo preferito era “Pioggia”. Un viaggio onirico-erotico condito da misteriose presenze. Ripensò al momento in cui si era masturbata, quello stesso pomeriggio. Il piacere della lettura, spesso, era paragonabile al piacere ...
... del sesso. D'altronde, si tocca un libro con le dita, lo si sfoglia e lo si esplora. Esattamente come si fa con il corpo di qualcun altro. E se leggere quindi si può paragonare al fare l'amore, cosa si associa allora alla scrittura? La risposta era semplice. La scrittura è masturbazione, esattamente come infilarsi un paio di dita nella vagina o stringere e agitare un pene col pugno. Alice arrivò dunque alla conclusione: Quel capitolo non era altro che la rappresentazione di un atto masturbatorio. Quel diario era l'intimità di Elizabeth, in tutta la sua essenza. Alice si eccitava molto, leggendo quelle pagine. Quella sera, d'altronde, suggeriva assolutamente quel tipo di lettura. Esisteva una sorta di segreta forma di attrazione per le immagini che il diario evocava. Utilizzava i libri come se fossero libri di testo. Li studiava, li sfogliava ripetutamente. Arrivò persino ad usare matita e segnalibri adesivi per annotare le frasi più importanti, i paragrafi che più la colpivano. Uno dei paragrafi più criptici era sicuramente il monologo di John, uno dei personaggi di Elizabeth. John, in un momento particolarmente struggente, arriva a confessare il suo disagio alla sua amata Alex. Nell'aprire il suo cuore e nell'esporre i suoi timori riguardo la vita, John si estranea dal proprio ruolo e inizia a domandarsi se esso stesso non sia in realtà parte di una storia scritta da qualcun altro. Per Alice, quel trafiletto rappresenta la più alta espressione di auto-analisi da parte di ...