1. Cronache di una moglie ninfomane


    Data: 11/10/2020, Categorie: Etero Autore: VENERE34

    CRONACHE DI UNA MOGLIE NINFOMANE Dorian conobbe Monica durante un improvviso temporale estivo che li obbligò a ripararsi sotto un porticato del centro storico. Lui notò quanto i jeans indossati dalla ragazza le sagomassero i glutei in modo perfetto. Con la coda dell’occhio le osservò il viso. Aveva i capelli biondi che le calavano sulla schiena ad ampi boccoli e coronavano un volto dai lineamenti aggraziati. Nella sua espressione notò un che di romantico e il nasino alla francese le donava un’aria sbarazzina e sensuale assieme. La sua t-shirt color malva era tesa da procaci seni. Sebbene calzasse ballerine, era alta quasi quanto lui. «Che spettacolo di femmina» pensò. «Sicuramente non ha più di venticinque anni, se avesse calzato scarpe con tacco dieci e indossato una gonna corta sul ginocchio, avrebbe avuto un aspetto sexi irresistibile» Quando Monica si rese conto quanto fosse figo quel ragazzo dagli occhi e i capelli bruni come ali di un corvo, che le lanciava guardinghe occhiate, le inviò un furtivo sorriso e sollevò lo sguardo al cielo, come per dirgli quanto diluviasse. Maliziosa come tutte le giovani donne, consce della loro avvenenza, si augurò che le proferisse parola. Incoraggiò i suoi sguardi assumendo atteggiamenti se non provocanti, quantomeno leziosi. Le piaceva quel ragazzo, mamma mia se le piaceva! Notò che lui seguitava a occhieggiarla senza provare a buttare lì qualche frase, magari riferendosi all’inclemenza del tempo. Forse perché era uno di quei tipi ...
    ... che attaccare bottone iniziando a parlare del tempo, la trovava una banalità? Forse! Sollevò ancora gli occhi al cielo e cominciò a trovare irritante la barriera di silenzio che perdurava tra loro. Gettò al ragazzo un altro furtivo sguardo, ma lo fece nel momento in cui pure lui si voltava per sbirciarla. Lo vide sorriderle, poi rimanere impacciato, come si fosse vergognato per essersi fatto prendere in castagna. «Dimmi qualcosa, diamine!» Vide che agitava nervosamente le gambe, come se con quel movimento volesse aiutarsi a parlare ma senza riuscirci. Intanto la piaggia era aumentata d’intensità, raffiche di vento la spingevano sotto il porticato, tanto che i due ragazzi furono costretti ad arretrare fino a giungere quasi a ridosso dell’ingresso di un bar pasticceria. Quella situazione diede a lei l’opportunità di esclamare: « Caspita - erano anni che non vedevo un temporale così forte» «Già!» rispose lui sorridendole. Notando un po’ di apprensione nei suoi begli occhi di acquamarina, aggiunse: «Paura, signorina?» «No, se non tuona», rispose lei augurandosi che la conversazione non finisse lì. Un vivido lampo, seguito da un altro tuono fragoroso, la fece accostare istintivamente a lui. Si scusò dicendogli: «Mi perdoni ma il fragore mi fa paura.» « Signorina, rispose lui «non è il tuono che deve temere, ma il lampo, comunque ci avrebbe abbrustolito prima ancora di vederlo se ci avesse colpito.» La ragazza gli rivolse uno sguardo stupito prima di rispondergli: «Una battuta tanto ...
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