1. Cronache di una moglie ninfomane


    Data: 11/10/2020, Categorie: Etero Autore: VENERE34

    ... arrapato, tornò a scattare. «Sembra che tu voglia provocarmi» le disse. Lei non rispose come se quel silenzio lo considerasse più intrigante di una frase e contasse più di un assenso. Cambiò posa. Gli si sdraiò di fronte, trasse la gonna fino ai fianchi e allargò le cosce esponendogli una visione che rasentava l’oscenità. Adesso Dorian poteva vederle i peli della fica fuoriuscire dai bordi di mutandine, troppo strette perché li celasse tutti. Tornò a inquadrare e cliccare. Monica, come presa da un’irresistibile brama di farsi riprendere in posizioni sempre più scandalose, si sfilò le mutandine, sollevò le caviglie e spalancò le cosce. Dorian avvertì un brulichio tra i capelli, un brivido gli corse lungo la schiena e la bocca gli divenne arida per l’emozione. Gli sembrava incredibile che la ragazza gioviale, conosciuta sotto il porticato, fosse la medesima che si faceva fotografare esponendosi in modi sempre più osceni. Adesso gli vedeva tutta la fica. Le piccole labbra che facevano capolino dalla folta peluria gli apparivano come valve di un grosso mitile che fuoriusciva dal guscio. Scattò ancora trattenendo persino il respiro. A un tratto lei gli disse: «La tua fotocamera è adatta per le foto molto ravvicinate? Lui rispose con la voce tremante: «Sì, certo…» «Allora riprendimi la fica in primo piano, che si veda il clitoride che cola umori, ogni piega delle piccole labbra e l’accesso alla vagina.» Detto questo allargò la fica scostando con le dita le grandi labbra in modo ...
    ... da esporre quelle piccole in tutta la loro rosea carnalità. Tenne dilatata la sua intimità in modo da essere sicura che si vedesse anche la misteriosa, buia apertura della vagina lacerata.» Preso da una brama di sesso irresistibile, Dorian prese a scattare foto sempre più ravvicinate dei dettagli anatomici di quella stupenda fica che aveva l’accesso vaginale molto largo. Fotografò i particolari perimetrali dell’imene lacerato e frastagliato. Adesso avvertiva il cazzo duro come una mazza da baseball e il suo glande bagnarsi di liquido preseminale. Notò pure quanto si infradiciasse la fica di Simona. Volle dedicare cinque o sei scatti al clitoride tumido e gonfio come un grosso pisello che sovrastava la vulva. Mai avrebbe immaginato che la sua collezione fotografica di maggiolini, cervi volanti, bombi, giunchiglie, viole e papaveri, avrebbe contenuto anche quella di una “orchidea” gigante di carne delicata, pulsante e ardente. A un tratto Monica gli disse quanto fosse divenuto rosso in viso. - Lo credo bene!» esclamò lui. «Non avrei mai pensato che fossi così troia?» «Ebbene lo sono! Adesso dimmelo ad alta voce, Dorian, che stai scoprendo quanto io sia troia. Poi seguita a fotografarmi e a definirmi con attributi volgari.» Lui era talmente interdetto da quel comportamento che la sua mente era divenuta un foglio bianco: non riusciva a trovare altri titoli volgari da darle. «Dimmi che sono una troia, Dorian!» lo sollecitò mentre abbassava la mano destra verso la fica. Vedendo che ...
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