1. Cronache di una moglie ninfomane


    Data: 11/10/2020, Categorie: Etero Autore: VENERE34

    ... che giunse a bagnare loro le scarpe. «Monica» le suggerì lui «sarebbe meglio se entrassimo entrassi nel bar.» La conversazione tra i due giovani riprese davanti a due tazze di tè; lei gli disse di avere ventuno anni e di lavorare come impiegata aziendale. Lui contraccambiò riferendole, un po’ scherzosamente, di essere un ventottenne in cerca di una fidanzata stabile, di svolgere la sua attività come agente di commercio, che era un appassionato di fotografia, e che sovente si recava in campagna a fotografare fiori e insetti. Non fece caso a Monica che aveva sollevato le sopracciglia nel momento un cui lui aveva detto di essere appassionato di fotografia. «Lo sapevi, Monica, che nelle nostre campagne crescono orchidee?» Lei bevve un sorso di tè, poi sul suo viso apparve un’espressione stupita. «Davvero! Chi se lo immaginava? Ero convinta che le orchidee fossero fiori tropicali.» «Invece» precisò lui «crescono anche nei nostri climi. Non sono grandi come quelle dei tropici, però anno colori molto intensi e … Seguitarono colloquiare affabilmente sino a che, mezzora dopo, cessò di piovere. Si scambiarono i numeri dei loro cellulari e due settimane dopo, lui la invitò a fare una scampagnata per tentare di fotografare un’esemplare di scarabeo rinoceronte che mancava alla sua collezione. Quel giorno Monica si era vestita in modo tanto attraente (t-shir semitrasparente di un azzurrino chiaro e gonna a pieghe ampie corta sul ginocchio) che l’oggetto fotografato da Dorian era stato ...
    ... soprattutto lei, scoprendo pure quanto fosse esibizionista ma narriamo per gradi le vicende che li portarono a capire quanto le loro libido si compenetrassero, tanto da decidere di sposarsi sei mesi dopo il fatidico temporale. Fu lei a chiederle di scattarle qualche foto. Alan le suggerì di mettersi seduta su una pietra e rivolgere gli occhi al cielo, come osservasse un aereo e di pronunciare la solita parola “Kiss” perché sorridesse il più spontaneamente possibile. Poi altre ancora con lei seduta tra l’erba. «Adesso» gli suggerì lei «vorrei me ne facessi una un po’ sexi. Mi solleverò la gonna, soltanto un po’. Non vorrei ti eccitassi troppo in questo luogo solitario» aggiunse scherzosamente. «Tranquilla, Monica» rispose lui «non rischierai che ti stupri, sono un gentiluomo.» Dorian attese che si tirasse la gonna fino a metà cosce e scattò. Con sorpresa vide che sollevò ancor di più l’indumento. Il messaggio era chiaro. Intendeva farsi riprendere in pose sempre più ardite. Mai avrebbe immaginato che quel viso d’angelo, dai modi garbati e cortesi, celasse un’indole tanto osé. Seguitò a fotografarla mentre lei si scopriva sempre più le gambe. Che belle cosce stava immortalando! Erano tornite, sode e lisce come seta. Il cazzo gli induriva. «Monica» la avvisò con un tono tra lo scherzoso e il serio» se proseguirai a scoprirti le cosce, non risponderò più delle mie azioni.» Lei, per tutta risposta, gli fece un sorrisetto sensuale, poi sollevò ancora di più la gonna. Dorian, sempre più ...
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