1. Cronache di una moglie ninfomane


    Data: 11/10/2020, Categorie: Etero Autore: VENERE34

    ... rimaneva in silenzio, glielo ripete a voce alta.» «Dimmi quanto mi trovi maiala, Dorian» «Sei una… una maiala, Monica.» «Sii più deciso, Dorian.» «Sei una maiala!» esclamò lui con voce più ferma. «Sì, così! Continua a oltraggiarmi» lo sollecitò lei iniziando a titillarsi il clitoride. «Sei una porca, una puttana, una troia, una vacca!» Dorian liberatosi dagli orpelli dell’imbarazzo seguitò a offenderla, senza soluzione di continuità, fino a che la vide raggiungere un orgasmo tanto intenso da sentirla mugolare come una gatta in calore, divincolandosi sopra il masso. Quando infine vide che si rilassava, le disse approssimandosi a lei: «Non avrei mai pensato di incontrare una femmina tanto oscena ed esibizionista.» «Deciderai di non rivedermi più adesso che hai scoperto la mia vera natura, Dorian?» «Fossi matto!» fu la sua risposta a caldo. «Vorresti chiavarmi?» le domandò lei esponendo maggiormente le sue parti intime. «Lo credo bene»! rispose lui. «Prima, però, fotografami ancora un po’.» Detto questo, Monica si denudò completamente e gli disse: «Ti piacciono, Dorian, le mie mammelle?» «Monica», rispose lui con un tono fremente per l’emozione «il tuo corpo è tutto uno schianto. Campo più di cent’anni se oggi non mi prende un attacco cardiaco.» Le fissò i floridi seni eretti come ogive di proiettile e resi conturbanti da grandi aureole scure e sporgenti capezzoli polposi. Poi glieli fotografò nell’insieme e nel dettaglio: il monticello di un capezzolo soltanto. Dal mirino ...
    ... della fotocamera la vide cambiare posizione. Si era messa inginocchiata e aveva sporto i glutei per mostrare oscenamente gli orifizi del culo e della fica. Che scena impudica gli mostrava! Si rese conto di quanto somigliassero a vacche le femmine umane, in quella posizione anche se, viste in piedi e dal davanti, possedevano la più aggraziata silhouette del mondo animale. Le fotografò in modo ravvicinato l’orifizio anale così che l’immagine potesse esaltare ogni dettaglio, ogni grinza estesa verso i glutei che, conferiva all’accesso addominale un’allettante forma stellare. A Monica piaceva indugiare in quella posizione ed essere consapevole delle sue indecenze. Ne traeva un tale godimento mentale che la sua carnalità la spingeva a porsi le mani sui glutei per allargarli e mettere ancor più in evidenza le sue oscenità. Dalla vicina strada di campagna scendeva un uomo sulla quarantina in sella alla sua mountain bike e, notando con la coda dell’occhio che cosa accadesse su un piccolo spiazzo erboso a una decina di metri dalla mulattiera, frenò bruscamente sollevando polvere e sassolini. Incredulo, gli venne di stropicciarsi gli occhi ma lo scenario rimase quello che supponeva avere immaginato. Una giovane donna, avvenente e nuda, si cimentava nell’assumere pose scurrili mentre un partner, dotato di fotocamera, la riprendeva. Passata la sorpresa, il suo cazzo ebbe un’impennata repentina. «Forse stanno girando un video porno» si domandò. Poggiò la bici sul cavalletto, approfittò che i ...
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