1. Cronache di una moglie ninfomane


    Data: 11/10/2020, Categorie: Etero Autore: VENERE34

    ... due non guardassero dalla sua parte e si avvicinò cautamente fino a giungere alle spalle del fotografo. A un tratto vide la ragazza lo scoprì. L’istinto gli suggeriva di andarsene ma quando la vide, dopo un attimo di sorpresa, rivolgergli un sorriso accattivante, si sentì coinvolto nella tresca. Dorian notando Monica sorridere ma con lo sguardo non rivolto a lui, allontanò la macchina fotografica dal volto e si guardò attorno. Vide l’intruso fissare con occhi bramosi Monica e carezzarsi la tuta sopra le parti intime. Si sentì il viso avvampare. Gli venne di pensare quanto fossero stati imprudenti a non addentrarsi di più nel bosco. «È la tua ragazza?» gli chiese l’uomo con un sorrisetto teso per l’eccitazione. «Non proprio» rispose lui abbassando la fotocamera. «Un’amica intima allora?» gli chiese l’uomo. «Sì… rispose Dorian con fare incerto. «Me la fai chiavare?» gli domandò l’uomo senza usare mezzi termini. «Non so se lei vorrà» rispose Dorian con voce ancora impacciata. «Certo che voglio essere montata da questo bel signore sposato» rispose lei che aveva già notato la fede sull’anulare sinistro dell’ospite inatteso. «E tu ci fotograferai mentre scoperemo.» Quella frase, Monica l’aveva espressa con tanta libidinosa determinazione che Dorian si sentì obbligato a fare ciò che desiderava. «Vieni, bello sconosciuto» lo invitò Monica con una tale spontaneità da fare sbalordire l’imprevisto ospite «ma prima fammelo vedere» aggiunse. Infoiato l’uomo si sbottonò la patta e il suo ...
    ... cazzo, eretto e colante liquido prespermatico, vide la luce del giorno. Monica guardò il pene del ciclista ed emise un sospiro di delusione riguardo le sue dimensioni, ma il desiderio di farsi chiavare le pervadeva le membra al punto che si sarebbe fatta montare anche da un pene che in erezione avesse raggiunto a malapena gli otto centimetri di lunghezza. L’uomo si accostò a quella splendida femmina con un’eccitazione tale che già avvertiva lo stimolo dell’orgasmo accerchiargli il glande. La vide arcuare la schiena e sollevare i glutei per esporgli maggiormente i suoi due tentatori quanto osceni orifizi. Abbassò pantaloni e boxer alle caviglie e s’inginocchiò dietro di lei ma non fece in tempo a introdurle il cazzo nella fica che eiaculò schizzandole lo sperma sui glutei. Preso dalla vergogna, si rivestì, corse a raggiungere la bici e si allontanò pedalando a più non posso. Monica si voltò a guardare Dorian che aveva assunto un’espressione più ilare che stizzita. Lo vide sorridere come fosse contento che il ciclista non l’avesse penetrata. Gli disse: «Se ti rallegri perché non sia riuscito a scoparmi, significa che a me ci tieni.» «Tu sei una splendida donna, conturbante per la tua sensualità ma non so se riuscirei a convivere con una femmina che cela dietro l’aspetto di ragazza riguardosa della moralità, un’indole tanto spregiudicata e dotata di lussuriosa fantasia. Così lei gli rispose: «Dorian, credi sia un delitto avere un’indole carnale? Non ho mai rubato, imbrogliato, ...
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