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La chat dell'amore
Data: 11/10/2020, Categorie: Etero Autore: sense40
... colpì era la profondità del suo sguardo, dei suoi occhi azzurri e della sua chioma bionda! Non c'era niente da fare le ragazze dell'est hanno quel fascino che quelle mediterranee non possono certo avere Chiacchierammo a lungo, ma lei non mi diede mai l'impressione di essere realmente interessata a me, tanto che alla fine del nostro incontro la salutai semplicemente dicendole: “allora ci ribecchiamo su MSN, ok?” Passò qualche giorno in cui ebbi il tempo di dimenticarmi di lei, quando ad un tratto mi arrivi un SMS di lei che mi diceva: “Ma allora non ti sono proprio piaciuta?” Non sapevo cosa dire, non mi aspettavo proprio che si esponesse così, e ne approfittai subito per chiamarla. Le spiegai che non era così e che anzi pensavo proprio il contrario, che fossi stato io a non piacerle, ma evidentemente non era così ed anzi mi propose di rivederci, dalle sue parti stavolta, per prendere un altro caffè. Stavolta andai all'appuntamento molto più deciso e appena la vidi cercai subito di darle un bacino sulle labbra, ma lei sorridendo evitò la mia mossa e baciandomi sulla guancia mi invitò a prendere il nostro caffè. Cercai di rompere l'imbarazzo e più volte durante l'incontro tentai l'affondo ma lei sempre col sorriso evitava, tanto che uscendo dal bar, le dissi: ”ma allora è proprio vero che non ti piaccio!” Lei rispose subito: ”Andiamo in macchina...” La feci salire e mi invitò a portarla in posto tranquillo. I campi che circondavano la zona ...
... permettevano di appartarsi senza molti problemi, e arrivati in una strada a fondo chiuso, spensi l'auto e le chiesi cosa pensasse di me. Mi rispose avvicinandosi e baciandomi con passione. La sua dolce lingua presto si fece strada nella mia bocca, e le sue labbra carnose si posarono sulle mie. Era davvero brava a baciare, e il suo sapore era divino. Restammo così a lungo, a baciarci e baciarci... La sua sensualità si sprigionava sempre di più e nonostante però la temperatura in macchina si alzasse sempre di più, non permetteva alle mie mani curiose di scendere sotto i suoi abiti. Questa cosa un po' mi dispiaceva in fondo, perchè ero davvero eccitato e morivo dalla voglia di palpare le sue tette nonché di accarezzare la sua figa che doveva sicuramente essere molto molto bagnata. Il mio uccello del resto mi faceva quasi male di quanto etra duro, ma non ci fu nulla da fare, dopo un'oretta passata a limonare come dei forsennati, si staccò dicendomi che doveva tornare indietro per sbrigare delle faccende e così a malincuore la riaccompagnai. Salutandomi mi disse che le avrebbe fatto piacere rivedermi davanti a quel bar, tra qualche giorno e restammo d'accordo in questo modo! Appena arrivato a casa, corsi in bagno e mi sparai una sega che ebbe il suo exploit in una sborrata lunga e intensa... mi tremavano quasi le gambe dall'eccitazione che avevo accumulato. Il pensiero di questa ragazzina mi accompagnò nei giorni a seguire, e arrivai quasi a contare le ore che mi ...