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La chat dell'amore
Data: 11/10/2020, Categorie: Etero Autore: sense40
... me!!! Buttandosi a capofitto su di me iniziò a baciarmi dappertutto, leccandomi con ardore il collo e dietro le orecchie. Il suo profumo mi inebriava mentre mi leccava e mi baciava, e ad un tratto non so come mi ritrovai anche io a torso nudo. Le sue labbra quindi iniziarono a prendersi cura del mio petto nonché dei mie capezzoli. Cavoli se ci sapeva fare la ragazza! Decisi quindi di ribaltare la situazione e incominciai io a leccarla sul collo, scendendo quindi sui capezzoli che leccai con gusto alternandomi tra l'uno e l'altro. Con le mani intanto trafficavo sotto la sua gonna, tra gli slip fradici che non persi tempo a toglierle. Anche la gonna presto volò via, lasciando quindi Ileana nuda sotto di me. Era davvero una ragazzina meravigliosa, calda e volitiva ma dallo sguardo estremamente dolce. Non resistetti a quella vista e mi buttai a capofitto tra le sue cosce! Il profumo di femmina che mi arrivò alle narici era delicato ma particolarmente gradevole. La leccai a lungo, succhiandole con gusto il clitoride mentre le infilavo due dita dentro, così come avevo fatto l'altra volta. La mia mossa non tardò a farla scoppiare in un orgasmo lungo che la scosse lungo tutto il corpo in un fremito. Mi fece spogliare e mi invitò a mettermi disteso sul letto. Iniziando dalle mie labbra, assaporò con la lingua il mio collo, il mio petto, la mia pancia, e scivolando lungo la coscia arrivò alle palle che prese tra le labbra per ...
... giocherellarci. La sua lingua guizzante ogni tanto correva anche nell'incavo delle cosce, e dovetti davvero farmi forza per non venire immediatamente! Non volevo godere subito ma volevo assaporare ancora quella lingua che saettava di qua e di la nelle mie intimità. Quando si stufò di leccare prese in bocca il mio uccello e lo spompinò con maestria, tenendo sempre una mano alla base del mio uccello in modo da regalarmi una sega ed un pompino allo stesso tempo. Stavo scoppiando e non volevo, quindi la presi di forza e la costrinsi ad impalarsi su di me. Forse non aspettava altro, visto che si fiondò sul mio cazzo dritto e con un veloce va e vieni, strusciando bene il clitoride sul mio pube, venne di nuovo in questa posizione. Era troppo per me, scostandola con due colpi con la mano schizzai il mio sperma sulla sua pancia e sulla mia. La vista del suo pancino sporco di sborra mi fece venire subito voglia di pulirlo, e così mi chiani su di lei e la ripulii ben bene. Poi fu lei che volle “fare pulizie” su di me. Prese in bocca il mio uccello e lo liberò di ogni traccia del mio seme e continuando così mi liberò anche la pancia dai resti del mio piacere. Ci stringemmo e restammo diversi minuti a coccolarci, dandoci dei baci teneri alternati da altri più voluttuosi. Questo trattamento non tardò a dare i suoi frutti se ad un tratto il mio uccellone riprese consistenza mentre stava appoggiato al suo ventre. In quella posizione non tardai a ritrovarmi a tiro della sua ...