-
La prima e la seconda volta.
Data: 26/10/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: rasss
... bene. Da quanto tempo state insieme? Domandai. Arturo mi spiegò che non stavano insieme. Entrambi avevano una vita parallela a quella, di facciata. Non erano del posto e solo gli abitanti del piccolo paese avevano intuito il loro legame. Alzai il calice e proposi un brindisi: “alle vite parallele”. I due si unirono al brindisi. Da quel momento iniziò a scorrere sul nostro tavolo un fiume di vino. Quando fummo alticci ce ne tornammo al B&B. Mentre eravamo nel salottino, Arturo mi chiese da quanto tempo anche io avevo capito che non disdegnavo il cazzo. Allora, raccontai loro la storia di quella serata in discoteca: della mia prima volta. Gli spiegai che da molto tempo il rapporto sessuale con la mia fidanzata era arido e che ero incuriosito dal mondo dei trans. Mi sembravano degli dei capaci di far provare un piacere ancestrale con le loro fattezze da stupende donne e i loro cazzi giganteschi. Non avendo il coraggio di ammettere che avrei desiderato succhiare un cazzo o essere inculato, e avendone paura, mi limitavo a scorribande sui siti porno del settore e alle fantasie durante la masturbazione. Avevo persino comprato degli anal plug che indossavo di tanto in tanto, di nascosto. Finché un mio amico non mi propose di trascorrere una serata in una nota discoteca gay friendly. Incuriosito dalla possibilità di vedere da vicino quel mondo accettai l’invito. Il mio amico disertò l’appuntamento e io rimasi solo nel locale. Tutti si ...
... divertivano apertamente, mentre io me ne stavo in disparte al bancone. Si avvicinò una comitiva di tre ragazzi, già visibilmente ubriachi, per chiedere le stecche da biliardo. Erano militari in libera uscita. Mi proposero di fare una partita con loro e accettai. Non avendo soldi, mi dissero che il perdente avrebbe bevuto ad ogni partita persa e alla fine avrebbe dovuto esaudire un desiderio degli altri. Fui io a perdere la partita. Il desiderio era che io li accompagnassi fino alla all’esterno nel parcheggio del locale per fare loro da “palo”. Arrivai nel parcheggio, pensando che volevano tirare su col naso e che volevano essere avvertiti nel caso in cui arrivasse qualcuno. La cosa non mi piaceva, ma dovevo onorare la scommessa persa. Una volta arrivati nel parcheggio, la situazione prese una piega inaspettata. Mi dissero di tirare giù pantaloni e mutande e di mettermi a in ginocchio. Provai ad obiettare, pensando che fosse uno scherzo, ma capii subito che non stavano affatto prendendosi gioco di me e che di lì a poco, volente o nolente, avrei avuto il mio primo rapporto omossessuale. Mi guardai intorno. Constatai che ogni richiesta di aiuto sarebbe stata inutile. Il parcheggio era deserto. Mi fecero inginocchiare e si misero in cerchio intorno a me. Tirarono fuori i loro cazzi, mentre iniziavano a menarli per farli crescere, mi intimarono di succhiarli. Pensai di staccare il primo cazzo a morsi e poi di darmela a gambe. Però poi pensai che da molto ...