1. Per marco1- senza una parola


    Data: 27/10/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: bsx-2000

    ... quel bellissimo cazzo che per un pomeriggio avevo assaggiato...un bellissimo cazzo che....volevo! Volevo ora.
    
    Provai a prendere tempo a chiedere altre foto, ma lui conciso e impersonale, rispose che non le mandava e tempo dieci minuti avrebbe staccato.
    
    Cosa mi aveva detto Marco la primissima volta che ero stato posseduto da un uomo?
    
    Ero sul tappeto, messo a pecora, schiena inarcata, la testa all’indietro tirata per i capelli dalle sue mani ruvide. Mi aveva messo davanti a uno specchio e nei primissimi momenti in cui mi sverginava, oltre al dolore indescrivibile, ricordo il sole che entrava dalla finestra illuminandoci. Il sudore scivolava sulle cinghie sul suo petto e sulle sue braccia, ma la testa era rimasta in ombra. Mentre pensavo a quanto fosse incredibilmente sexy, immaginai anche che era come se fossi stato preso da un Maschio e non dal Marco persona che conoscevo. Lui, che sapeva molto di me mi disse: “Ma ti piace dominare perchè godi nel farlo o perchè ti eccita identificarti nel sottomesso?”.
    
    Fu così che diedi l’indirizzo e il telefono allo sconosciuto. Passò mezz’ora d’inferno in cui mi feci mille pensieri, sensi di colpa e paure, quando finalmente citofonò. Facevo ancora a tempo a fermarmi, a non fare niente con una persona con qui avevo scambiato...quanti messaggi? Quattro, porca troia, solo quattro messaggi!
    
    Lui salì le scale e gli aprii, non capendo come potessi essere così eccitato e a l contempo in ansia. Era un bell’uomo. Alto più di me, ...
    ... almeno un metro e novanta, ma soprattutto piazzato, in abiti comunissimi da ufficio ma senza cravatta. Anche se erano le 19.00 non aveva tolto gli occhiali da sole. Ringraziaiche avesse quel bel viso da maschio, mascella squadrata, capelli cortissimi, barba incolta. Era un gran pezzo di uomo e i peli che uscivano dalla camicia abbondanti facevano ber sperare un petto villoso come piaceva a me...un petto su cui sborrare dopo un pompino. Forse era versatile, magari ci scappava un sessantanove e bastava farlo venire con una sega...
    
    Mi avvicinai salutandolo, ma questo non disse una parola, chiuse la porta e girandosi, stava già slacciando la cintura. Nemmeno un “ciao?”, pensai. Stronzo!
    
    No. Niente “ciao”.
    
    Senza nemmeno presentarsi abbassò i pantaloni e mutande al ginocchio, mi mise una mano sulla spalla e mi spinse giù, delicatamente, e io, ipnotizato io lo assecondai senza problemi.
    
    Il suo cazzo era grosso e lungo, soprattutto già durissimo, pieno di grosse vene sull’asta.
    
    Un fottuto cazzo da toro chiavatore.
    
    Non profumava certo, l’uomo doveva essere in giro dal mattino, ma non feci a tempo ad esser disgustato perchè sempre lentamente, quasi con dolcezza, spinse la mia nuca in modo che lo potessi inghiottire. Non era grosso come quello di Eric, credo che non ne troverò facilmente più di quella dimensione, però sicuramente era incredibilmente rigido, durissimo, e toccandogli le palle le sentii già rientrate. Era eccitatissimo. Questo o non scopava da settimane o non ...
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