1. Il collare - Cap.1


    Data: 27/10/2020, Categorie: Zoofilia Autore: SBD, Fonte: EroticiRacconti

    ... che cosa avesse in mente ancora, ma ammetto, colpevolmente, che la vista di quel corpo nudo, giovane, di femmina mi attirava molto. Poco importava in quel momento che fosse mia figlia. Data la mia condizione, forse non avrei mai più avuto occasione di vedere niente del genere per il resto dei miei giorni. Quello che vagamente immaginavo, con palpabile eccitazione, era che volesse riprendere a masturbarsi, nonostante la mia presenza. Nerone era solo un cane dopotutto, aveva senso vergognarsene? E di fatti così fece Michela. Si stese sul letto guardandomi, le gambe aperte verso di me, nuda dalla vita in giù. Stavo accuciato a osservarla, incapace di voltarmi e andare via come avrei invece dovuto fare. Prese ad accarezzarsi, scendendo dalla pancia sull'ombelico, poi sul pube rasato. Mi sconcertava ed eccitava scoprire che facesse qualcosa del genere, mi aiutò, anzi, a spersonalizzarla. Per un attimo fu solo una di quelle ragazzine che si masturbano davanti a una telecamera su internet per due soldi. Lenti cerchi disegnava con due dita, premendo la carnosità all'ingresso del suo sesso. Il piccolo ano rosa occhieggiava poco più sotto, sentivo gli odori del suo corpo investirmi prepotentemente, come se avessi la faccia premuta tra le sue cosce. Miracolo dell'olfatto canino. Mi guardava, il bel volto pulito, senza un ombra di trucco ne di malizia, contratto dal piacere, dall'urgenza. Ma quella era proprio Michela, mia figlia, non una qualunque. Vederla così era insostenibile. ...
    ... Stavo finalmente per alzarmi ed andarmene quando stese un braccio verso di me. La mano umida dei suoi umori, infallibile esca. La leccai con dovizia e trasporto. D'un tratto mi ritrovai a pochi centimetri dal suo sesso arrossato, palpitante, odoroso. Mi guardava, il respiro corto, in trepidante attesa di quel che avrei fatto. Lasciai che la natura di cane, la sua memoria muscolare, prendessero il sopravvento. Tirò la testa all'indietro esalando rumorosamente tutto il conteuto dei polmoni come investita da un getto d'acqua ghiacciata, quando la mia lingua, la lingua di Nerone, comiciò a lambire il suo sesso umido. Si dovette costrigere al silenzio, tappandosi la bocca con enbrambe le mani. Non saprei dire quanto l'avidità, lo slancio, con cui leccai quella fica, fosse dovuto più all'idole canina che in qualche modo albergava in me, oppure alla frustrazione di non poter vivere il sesso come un uomo. Quello che so è che l'orgasmo di Michela fù improvviso e violento e che avvenne non appena la lingua ruvida e calda di Nerone sfiorò la sua pelle, seguito da altri di varia entità nei successivi minuti in cui non fù in grado di fare altro che subirne l'assalto famelico. Tremante, ansante, in attimo di lucità, mi prese per la collottola, allotanando il mio muso instancabile dalle sue parti intime ipersensibilizzate e coperte di saliva. La guardai, aveva la faccia rossa e gli occhi spiritati, tanto che per un attimo ebbi l'impressione di aver fatto qualcosa di diverso da quello che si ...
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