1. Quella prima notte con nicole...!


    Data: 03/11/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: Honeymark

    Una lettrice mi aveva scritto dicendomi che il racconto «Sodoma!» l’aveva fatta impazzire. E molti dei miei racconti l’avevano spinta a masturbarsi.
    
    Devo ammettere che io e lei avevamo moltissime cose in comune. A me piace metterlo in culo, a lei piace prenderlo. A me piace infilare candele nel culo, a lei piace riceverle. Infine, dulcis in fundo, adora fare i pompini. E io adoro farmeli fare.
    
    Chi avrebbe detto di no a un incontro? Lei è di Torino e io di Verona, mettersi insieme potrebbe divenire più stressante che restare amanti virtuali, ognuno a casa propria. Ma alla fine, «più che il dolor poté il digiuno».
    
    Ci mettemmo d’accordo che sarebbe venuta lei al Grand Hotel della città, dove io avrei prenotato una camera per due per uno dei prossimi weekend.
    
    Il venerdì sera, io mi trovavo al bar del Grand Hotel, quando mi avvisarono che la mia signora era arrivata. Chiesi che cortesemente la accompagnassero da me, e difatti poco dopo la vidi entrare. Ovviamente non la conoscevo, dato che nelle foto del sito si mettono in mostra solo le parti intime, ma capii al volo che si doveva trattare di lei. Mi alzai e le andai incontro.
    
    - Ciao, bellissima Nicole. – Dissi. – È un grande piacere conoscerti dal vivo.
    
    In effetti era molto bella, più di quello che mi aspettavo.
    
    - Caro Matteo – disse lei gioviale, – il piacere è reciproco.
    
    - Non mi trovi troppo vecchio?
    
    - Da come ti eri descritto, mi aspettavo un vecchio porco… ha ha!
    
    - Beh, vecchio non ancora, – ...
    ... sorrisi.
    
    – Non ricordo più perché mi piacciono le donne, ma a vederti mi è tornato tutto in mente.
    
    - Che galante… – Disse socchiudendo gli occhi e baciandomi sulla guancia. – Vai benone così.
    
    La feci accomodare e le ordinai un aperitivo.
    
    - Viaggiato bene?
    
    - Il treno stavolta ha funzionato.
    
    - Ho prenotato un tavolo qui al Grand Hotel. – Le dissi. – Preparano cucina internazionale, ma si mangia bene.
    
    - Va benissimo, grazie! Ho una fame…
    
    - Andiamo a cena subito, allora.
    
    Dissi alla barista di portarci il resto dell’aperitivo a tavola e andammo in sala da pranzo.
    
    Le indicai la strada e lei si avviò, così potei guardarle il culo. Rispondeva ampiamente alle mie aspettative.
    
    Un cameriere ci fece accomodare e ci diede i menù.
    
    - Allora, come sembra il culo? – Mi domandò, sapendo che glielo avevo guardato.
    
    Mi sentii preso di contropiede, ma sorrisi e le dissi che aveva una bellissima… «fortuna».
    
    - A me piace che me lo guardino, – disse per mettermi a mio agio.
    
    - Meno male, – sorrisi. – È la cosa che mi piace di più
    
    - Da sempre?
    
    - Fin da quand’ero piccolo. – Risposi. – Non sapevo perché, ma guardare il culo nudo delle mie amichette mi piaceva in maniera… che allora mi sembrava insana.
    
    - Lo guardavi di nascosto?
    
    - Sì, perché i grandi cercavano di impedirmi di guardare.
    
    - A me da bambina piaceva l’idea che me lo guardassero di nascosto… – Mi disse. – Provavo un senso di vergogna che poi si trasformava in piacere vero e proprio.
    
    - ...
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