1. La finestra - prima parte


    Data: 05/11/2020, Categorie: Etero Autore: Calicanto165

    ... su di te dopo che mi sono rivelata con il mio seno.
    
    Ora, il nostro lungo gioco iniziato da giorni ha preso corpo.
    
    Ti bacio tra le scapole, infilo entrambe le mani sotto la polo, delicatamente ti accarezzo il ventre risalendo lungo il torace, passo un dito sullo sterno e poi sulle clavicole trascinandomi dietro la tua polo che cerca di opporre resistenza come un laccio. Sono così determinata a scalare il tuo corpo che mi alzo in punta di piedi, ti lecco il collo cercando di scoprire i tuoi punti più sensibili
    
    Dal ventre al collo ho una prima mappa del tuo corpo e delle tue zone erogene nella mia mente. Hai commesso volutamente l' errore di confidarmi, nelle nostre chat, che hai il collo praticamente ricettivo e innervato come l' asta del tuo cazzo. Mi sento viva di una folle lucida calma e ti dico: "Ti sei dimenticato dei capezzoli?". Non mi rispondi quasi come se te ne vergognassi, eppure sfiorandoli, mi sono accorta di quanto tu sia sensibile sul petto al pari di una donna. Sei ubbidiente e resisti alla tentazione di muoverti e rispondermi perché nel gioco non ti ho ancora dato l' autorizzazione a usare le parole che sanno essere una delle tue armi più efficaci; basterà il tuo respiro a farmi da filo guida perché tradirà ogni tua emozione.
    
    Con la mano destra imprimo maggiore pressione sulla gola, l' afferro come una tenaglia anche se la mia mano è più esile del tuo collo, vorrei soffocare e ampliare il tuo respiro. Ti irrigidisci volontariamente o ...
    ... involontariamente, quasi a resistere a quella possessione nel buio. Sento ripercuotersi sul mio seno la vibrazione di muscoli della tua schiena sconosciuti. Ti passo di nuovo la lingua sul collo e allento leggermente la mano, la intrufolo sotto la polo cercando il tuo capezzolo sinistro. Mi sembra di non aver mai posseduto una lingua così lunga e avida. La paragone al serpente tentatore e non ho bisogno di Eva perché tu sei il mio Adamo e con l' altra mano mi riprendo il mio pomo. La mia lingua, sinuosa come quel serpente, continua a lavorarti mentre mi concentro sul capezzolo. Lo avvolgo con il palmo, poi lo premo con la punta dell' indice; è un bottone e mi chiedo quale meccanismo o riflesso azionera'. Sei carne viva, un fascio di nervi tra le mie mani...cosa starai sperimentando: paura o eccitazione? Il provarle da uomo le renderà doppiamente intense. Tutto è amplificato.
    
    Hai un capezzolo piccolo e ora è ben inturgidito, lo strizzo tra pollice e medio. Il vetro della finestra illuminato dalla luna mi restituisce il tuo profilo: vedo una smorfia, sarà di dolore o di piacere? Continui a rimanere in silenzio. Vorrei morderti e leccarsi, ma non voglio, non ti farò voltare per guardarti in viso. Quante domande affiorano nella mente di entrambi e cercano risposte impellenti! Solo continuando a osare e sperimentare, potremo avere il quadro del nostro godere. Stiamo cercando di mettere una cornice a questa immagine e non c'è una misura standard. La dotazione delle nostre possibilità non ha ...