1. La finestra - prima parte


    Data: 05/11/2020, Categorie: Etero Autore: Calicanto165

    ... spazi definiti.
    
    Nella stanza c'è un silenzio assordante, un misto di respiri e fruscii, le nostre menti si stanno offuscando lasciandosi permeare dal piacere anche fisico. Sei un mio oggetto prezioso che sto usando e plasmando a piacere. "Mmmm...se il tuo capezzolo fosse di creta, non potrebbe mai asciugarsi perché non lo permetterei, deve rimanere fluido sotto le mie dita...". Cazzo! Mi stupisco di questo pensiero, potrebbe essere il suo e non il mio. Conosco bene la mia cavia e questa frase l' avrebbe detta lui se fossi io a dover rimanere immobile sotto le sue mani. La cervellotica immagine mi riempie la fica di voglia come se volutamente l' avessi messa da parte. Sbrodolo senza gocciolare perché trattengo gli umori, non posso sprecarli, lui non deve ancora assaporarli.
    
    Masochisticamente stai al gioco e ti sottometti. So benissimo che sei molto più complesso e molto diverso da un banale schiavo che non aspetta altro che lucidare obbediente lo stivale della padrona, come se fosse l'ultimo dei calzolai. È un' immagine troppo semplice e non ti si addice, assolutamente.
    
    Il calore della mia fica mi spinge ad alzare l'asticella di questo limbo e non ancora la tua asta. Con voce ferma e non sussurlata ordino ancora: "Togliti la polo e zitto. Rimettiti nella stessa posizione!" . Obbedisci e la getti a terra. Le tue mani tornano sul davanzale. Ti passo la mano sulla schiena, la accarezzo. Cerco i punti esplorati prima per trovarli arrossati e compiacermi. Lenirli.
    
    L' ...
    ... indice percorre la colonna su e giù più volte mentre bacio la pelle accaldata. C'è tutto lo spazio che desidero. La mia tavolozza dove scrivere perversioni e frasi oscene, delicatamente scelte nelle mie fantasie. Le scrivo. Mi fermo a spiare la tua espressione nel vetro. Hai gli occhi e le labbra chiuse, le mani aumentano la presa, paiono afferrare il davanzale di marmo freddo come se fosse la tua ancora di salvezza, mi sembra quasi che tu voglia resistere al piacere.
    
    Passo la lingua sulla colonna vertebrale, prima la punta, poi piatta così che tu possa sentirne l"umidità e il tepore. Ti esploro con la lingua come se tu fossi un feticcio vivente, il mio banco di prova su cui fare esperimenti di piacere. Sono consapevole del mio potere su di te, cosi'come del fatto che tu possa tenermi testa e sfidarmi a osare sempre di più. Hai un debole per le bizzarrie e l' onore della prima mossa comporta l' onere della sorpresa, della follia.
    
    Sei immerso nei tuoi pensieri lucidi e foschi e mi lasci fare. In quel vetro dove il tuo viso si specchia nei contorni sono riuscita a vedere l' effetto che ha sortito il leccarti come se fossi il fondo di una ciotola. Cerco di spalmarti e plasmarti con la lingua per influenzare i tuoi pensieri, per portarti a dire una frase che presto mi dirai, quando sarà il momento giusto.
    
    Ti cingo la vita e mi stringo maggiormente a te. Nello stringere la vita a una persona c'è una intimità infinita. Significa possederla e trattenerla a sé. Con la mano ...