1. Alle medie la sognavo e divenne reale...


    Data: 08/11/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: MasterD

    ... impossibilitate a nascondersi al mio sguardo. Sognavo altresì di comandarle e di avere l'opportunità di esaminarle con gli occhi in ogni punto del loro corpo. Di poter sfiorare con le mani il loro seno e di gustare le loro forme. Mi eccitavo nel pensare di poterne così sentire gli odori e i profumi, oltre alla gioia che il contatto fisico con la loro nuda pelle poteva procurarmi.
    
    Erano solo sogni di un ragazzino delle scuole medie, ma mi permettevano di sopportare il peso della scuola e le difficoltà di quei giorni. Non avrei mai pensato che un giorno i miei desideri potessero diventare realtà. Allo stesso modo in cui non potevo realmente immaginare cosa mi aspettasse nel corso della vita.
    
    La palestra della scuola in quei giorni era situata in un altra palazzina a separarle vi era una specie di cortile interno, utilizzato spesso durante i caldi giorni primaverili per le lezioni di ginnastica. Unico collegamento tra le aule e la palestra era l'ingresso principale nel quale troneggiava un busto di "G. Stuparich" da cui la scuola prendeva il nome. Spesso per variare e offrire maggior relax a noi studenti, gli insegnanti di ginnastica disponevano nel mezzo dell'ingresso un tavolo da ping pong e a turno mandavano a giocare una coppia scelta casualmente.
    
    Un giorno, cosi per caso, venimmo selezionati proprio io e Ivana. Prendemmo le racchette da ping pong e andammo a giocare. Ricordo ancora quanto bene le stava la divisa blu e arancione che eravamo obbligati a indossare ...
    ... durante le lezioni di educazione fisica. I colori della scuola mettevano in risalto i suoi capelli, i pantaloncini corti le sue gambe, i suoi fianchi e il suo sedere.
    
    Giocammo per mezzora e poi approfittando degli ultimi minuti prima che il suono della campanella indicasse la fine delle lezioni, Ivana si sedette sulle scale all'ingresso e io mi misi vicino a lei. Restammo li a chiacchierare e a scambiarci qualche frase di circostanza sugli insegnanti, sulla scuola e sui nostri compagni. Finché allo scoccare della campanella non mi scivolò di mano la pallina da ping pong e mentre mi chinavo a raccoglierla anche lei si chinò e cosi per caso ci sfiorammo le mani.
    
    Forse sognai ogni cosa, però in quel momento mentre la fissavo negli occhi ebbi la netta impressione che anche lei restasse a fissarmi intensamente.
    
    Poi il suono della campanella annunciante la fine delle lezioni distrusse ogni cosa. Lo spogliatoio era uno solo e a noi maschi toccava cambiarci per primi, per fare presto e lasciare spazio alle femmine della classe. Mi cambiai e col pensiero di Ivana fisso in testa mi diressi fuori dalla scuola.
    
    Quando fui a metà strada mi rendetti conto di aver dimenticato le chiavi di casa, le cercai addosso, nella giacca e nello zaino, ma dovevo averle perse nello spogliatoio. Abbastanza seccato ritornai verso la scuola. Vicino alla statua di pinocchio situata nel parchetto esterno della scuola incrociai le compagne di classe che si stavano dirigendo verso le rispettive case. ...
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