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Perchè sono bisex 1
Data: 13/11/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: intesacomplice
... pulsare e inarcarsi nell'attesa dell’esplosione dei sensi. Infatti, dopo circa dieci minuti che era iniziato il film, ormai sicuro che gli altri erano intenti a guardare lo schermo, mi prese la mano e se la infilò sotto il giacchettino. Toccai il suo cazzo attraverso la stoffa dei pantaloni, la cerniera era ancora chiusa. Lo guardai interrogativo, mi aspettavo di trovarlo già fuori dalle mutande e pronto ad esser masturbato. Si avvicinò al mio viso e mi sussurrò: “Pensa a tutto tu, ormai mi fido delle tue capacità, sai essere una brava troia” mi sussurrò. Rimasi un po' perplesso dal fatto di essere stato definito troia, ma la cosa, ripensandoci, non mi disturbò più di tanto, anzi. Allora abbassai la cerniera ed entrai la mano dentro i pantaloni, ma era difficoltoso arrivare al suo cazzo, quindi gli slacciai anche la cintura dei pantaloni in modo da abbassarli un po’ e di allargarli quel tanto che bastava per consentire movimenti più fluidi e avere meno ostacoli durante la sega. A questo punto entrai la mano dentro lo slip e liberai quell'arnese che poco prima mi aveva fatto eccitare fino a quasi venire. Il suo cazzo non era ancora in pieno tiro ma già abbastanza duro da essere preso con tutta la mano. Iniziai ad accarezzargli il cazzo, la mia mano esplorava tutta l’asta, dal prepuzio fino alla base dell’asta dove trovavano le palle su cui si soffermavano un po' accarezzandole e stuzzicandole, racchiudendole nella mano e spremendole un po' per sentirle palpitare. ...
... Il suo cazzo, quando premevo le palle, aveva un’impennata e dei fremiti, sembrava volesse allungarsi oltre le sue reali dimensioni e questo mi faceva infoiare, tanto che alcune volte ho anche emesso dei gemiti di piacere. Sentire quel cazzo inalberarsi e svettare verso l’alto mi metteva dentro un’eccitazione ed una voglia di leccarlo che quasi ne stavo male. Lui mugugnava, ma la sua faccia restava impassibile, ancora non so come facesse ad essere così impassibile e a no far trasparire la foga e l’eccitazione che intuivo nel pulsare del suo cazzo e nei movimenti delle gambe e delle sue parti intime che mi assecondavano durante la sega. Ormai mi ero fatto esperto per cui sapevo come accudire il suo cazzo. Socchiudevo la mano per farla scivolare lungo la grossa vena rigonfia, sulla curva della verga che ormai conoscevo bene, tuffandomi il più in basso possibile, fino ai testicoli, e poi risalendo, con un movimento lascivo, finché le pieghe della pelle non ricoprivano la punta del cazzo. Quindi, stringendo di nuovo con forza, facevo ripartire la mano verso il basso dell’asta, tendendo il prepuzio, rafforzando o allentando la stretta, massaggiando con grandi movimenti del polso. Il suo cazzo, sembrava non smettesse mai di crescere, lo sentivo sempre più lungo e grosso, la mia mano sembrava non raggiungesse mai la punta dell’asta e quando scendeva verso i coglioni sembrava non arrivare mai a toccarli, a sentire la vellutata sensazione che mi era trasmessa dalla peluria che li ...