1. Il concerto di Marta


    Data: 15/11/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: Saretta

    Marta aspettava quel giorno da almeno 6 mesi, aveva comprato il biglietto su internet collegandosi 3 ore prima della messa in vendita. Sapeva che i Blue Palace avrebbero fatto quell’unica data in Italia e non sarebbero tornati per molto tempo. A 19 anni è lecito avere ancora passioni musicali così prepotenti da fare dei piccoli sacrifici. Marta era appena approdata all’Università, alla facoltà di Matematica. Il trasferimento a Roma non era stato poco traumatico. Lei, cresciuta in una piccola provincia umbra, ancora doveva abituarsi a quel caotico mondo che la svegliava la mattina e la cullava la sera. Perché alla fine ci si abitua anche al rumore. Come quello della metropolitana che passava vicino al suo palazzo. L’appartamento era vicino alla facoltà e il prezzo non era esorbitante e Marta non ci aveva pensato due volte a prenderlo in affitto. La sua coinquilina, Veronica, non c’era quasi mai. Al contrario di Marta era drogata di feste universitarie e party erasmus. Senz’altro era una ragazza molto appariscente, non bella ma socievole e sempre vestita in maniera molto sexy e provocante. Certo la sua estrema magrezza non rendeva mai nessuno dei suoi outfit realmente erotico, visto che le sue forme erano molto limitate. “Se avessi io le tue grazie”!! diceva sempre a Marta. Invece Marta non aveva mai amato mettere in mostra il suo corpo, per quanto sinuoso e degno di nota. Nel suo metro e settanta si racchiudeva tutto quello che poteva desiderare una ventenne: capelli ...
    ... castani mossi lunghi, un visetto simpatico con due occhi da cerbiatta, un fisico abbastanza tonico nonostante la poca attività fisica e a farla da padrona un bel culetto dritto e tondo e due seni grandi ,a goccia che ricordavano tanto Debora Caprioglio in Parika di Tinto Brass. Ciò nonostante non solo non amava mostrarsi, ma a causa della sua spiccata timidezza, aveva ben pochi corteggiatori. Marta non si vergognava a dire che era ancora vergine. L’unico ragazzo che aveva avuto, al liceo, era riuscito a malapena a metterle le mani sotto il maglione. Ma non era pudicizia, non era timore del sesso. Marta praticava costantemente l’autoerotismo e si masturbava con estrema naturalezza. Nel suo immaginario erotico però c’erano uomini più grandi, maturi, che per adesso non aveva ancora incrociato nel suo cammino. Sentimentalmente avrebbe sicuramente potuto dare affetto ad un suo coetaneo, ma sessualmente aspirava a qualcosa di più. Ed avrebbe atteso fino a che non lo avesse incontrato. Lo zainetto era pronto, faceva freddo quel giorno di novembre ma Marta pensò che nel palazzetto dello sport, una volta entrati, avrebbe fatto molto caldo. Pensò bene quindi di vestirsi a strati. Una canottiera molto ampia, degli shorts estivi e sopra una tuta comoda che avrebbe potuto togliersi comodamente una volta dentro il palazzetto. Quella canottiera era molto usata, slargata e marcava bene i suoi seni nudi. A John Ferdinand avrebbe tirato il reggiseno, era un classico, non poteva non farlo! Ma ...
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