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Miele 3
Data: 26/11/2020, Categorie: Etero Autore: beast
Non era la prima volta che Ferdinando aveva dovuto cedere alle proposte omosessuali del gallerista, ma questa volta aveva fatto più fatica del solito. Solo concentrandosi sull’esile figura della giovane prostituta era riuscito a soddisfare le aspettative del vecchio. Ma quello squallido episodio era ormai passato, e ora il giovane pittore camminava sotto i portici di Via Po cercando di dimenticare lo schifo che aveva provato, mentre, appoggiato alla credenza in quella lurida cucina, lasciava che il mercante d’arte si sollazzasse con il suo il suo pene semi rigido. Cercò di concentrarsi sulla banconota da mille lire che portava nel taschino della camicia e su tutte le cose che avrebbe potuto comprare, prima di tutto quante più ore possibili della compagnia di Miele. Era troppo presto per tornare alla casa d’appuntamenti, per cui al giovane non restò alternativa che tornare in studio. Appese su un pannello di compensato i quattro fogli su cui aveva disegnato la ragazza e si mise a guardarli come incantato, poi di getto prese una nuova tela e la mise sul cavalletto. Con un pezzo di carboncino tracciò dei rapidi segni sulla tela immacolata, si allontanò un poco per guardare il suo operato da lontano, probabilmente quello che vide lo soddisfece, perché afferrò la tavolozza e gli spremette sopra due belle dosi di azzurro ceruleo e blu oltremare, cavandole da grossi tubetti che teneva in una cassetta lì vicino. Impastò i colori con una piccola spatola metallica che poi usò per ...
... stenderli con rapidi gesti sulla tela in modo da creare lo sfondo. Andò avanti a lavorare febbrilmente per qualche ora ed era ormai pomeriggio inoltrato quando lasciò il suo atelier, non aveva pranzato, ma del resto gli capitava sovente di digiunare quando era preda di uno di suoi momenti creativi. Si diresse verso la casa chiusa di Via Bava con passo rapido e giunto davanti al pesante portone fu riconosciuto senza problemi dal solito buttafuori. Madame Chantalle gli disse a malincuore che Miele era già impegnata con un altro cliente, ma che poteva tranquillamente scegliere una qualsiasi delle altre ragazze che in quel tranquillo pomeriggio di febbraio erano quasi tutte libere. Ovviamente non ne volle sapere e si sedette di malumore su uno dei divanetti bordeaux del salone. In un angolo il vecchio grammofono suonava musica da operetta e una delle ragazze venne a sedersi di fianco a lui. Si chiamava Lucrezia e lo aveva già avuto come cliente un paio di volte, “Fossero tutti come lui” pensava la ragazza, “questo lavoro sarebbe molto meno schifoso”. Ricordava molto bene il suo esile corpo peloso, e il suo grosso cazzo, così scuro e nervoso, aveva persino goduto in quelle occasioni e non le sarebbe dispiaciuto per nulla fare cambio con la maggior parte dei clienti con cui era obbligata ad accompagnarsi. Ma non ci fu niente da fare, il giovane pittore aveva solo una ragazza in testa, voleva Miele e avrebbe aspettato finché non fosse stata disponibile. Ci vollero solo una ventina di ...