1. Miele 3


    Data: 26/11/2020, Categorie: Etero Autore: beast

    ... minuti perché il cliente che era con lei scendesse le scale barcollando. Avrà avuto una sessantina d’anni, aveva l’aspetto di un operaio o forse di un piccolo artigiano, recuperò il soprabito e si defilò velocemente. La maîtresse fece segno al giovane che poteva salire e lui si diresse rapidamente su per le scale. Bussò ed entrò senza spettare risposta. Lei era seduta alla toeletta come la prima volta che l’aveva veduta, ma questa volta era completamente nuda. Lì vicino un secchio e un bidet di ferro smaltato bianco contenevano ancora l’acqua saponata che era stata usata per lavarsi più velocemente possibile, in modo da eliminare dal proprio corpo ogni traccia del cliente, del suo seme, dei suoi effluvi, del suo olezzo. Nell’aria aleggiava ancora intenso l’odore acre del sudore dell’uomo e della sua recente eiaculazione, l’odore del sapone e del disinfettante usati dalla ragazza per pulirsi, ma insieme a questi Ferdinando poteva distintamente percepire il profumo del sesso della ragazza, non era lo stesso che aveva odorato e assaggiato sulle sue stesse dita il giorno prima, era decisamente più lieve, probabilmente perché questa volta non era venuta. Miele si alzò dalla seggiola e si spostò sul piccolo letto in ferro battuto, le lenzuola di lino assai lise erano scomposte e lasciavano intravedere il vecchio materasso in lana. Ferdinando prese il posto di lei sulla sedia e si preparò a tratteggiare ancora la sua snella figura sul blocco da disegno. Miele però doveva avere altri ...
    ... progetti, mise giù un piede dal letto, tese verso di lui le candide braccia e con le mani lo invitò a raggiungerla, lui le ubbidì quasi a malincuore e si sedette di fianco a lei. Le dita della ragazza slacciarono uno ad uno i bottoni del panciotto e glielo sfilarono languidamente dalle spalle, facendolo cadere a terra sul freddo pavimento di esagoni di cemento, poi fece lo stesso con quelli della camicia, e dopo quella, a cadere sul pavimento fu la volta della canottiera di lana, lasciando completamente scoperto il suo torso magro e villoso. Le dita di miele si infilarono tra i morbidi riccioli di peli neri del suo petto, facendolo rabbrividire, un po’ per l’eccitazione un po’ per il freddo. I piccoli capezzoli del ragazzo si inturgidirono all’istante, così come il suo pene, più in basso. Lei sfiorò il collo con la bocca socchiusa facendolo rabbrividire ancora di più e facendo coprire le sue braccia di pelle d’oca. Avvicinò le labbra all’orecchio e gli sussurrò: “sdraiati!” Ferdinando ubbidiente si mise a pancia in su tra le coltri ancora tiepide dal precedente amplesso e la guardò dal basso. Lei gli si mise sopra a cavalcioni, il ragazzo poteva chiaramente percepire attraverso il tessuto dei pantaloni il tepore del sesso di lei. Miele gli passò ancora e ancora le belle mani tra la nera peluria del petto e dell’addome, usava le dita come fossero i rebbi di un rastrello, solleticandogli al tempo la pelle del torso con le unghie curate. Sentiva sotto di se il cazzo che premeva ...