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Storie di mostri - Il serpente
Data: 27/11/2020, Categorie: pulp, Autore: Alba6990
... tante altre volte, si tolse i vestiti, si mise sdraiato dietro di me e cominciò a penetrarmi come al solito. Ormai io non urlavo neanche più. Mi lasciavo spupazzare, stremata dalle grida e dalle botte. Non potevo rischiare di farmi menare, il mio bambino sarebbe stato male. Il mio corpo sobbalzava ad ogni colpo e lui mi grugniva come un maiale nell’orecchio. Il suo alito caldo veniva accompagnato dal *PAF* *PAF* *PAF* che produceva il suo scroto sbattendo sulla mia pelle. Speravo non lo notasse: “Ma che cazzo! Com’è che stai ingrassando solo da un lato?! Eppure non mangi così tanto!” “...non è grasso...” Non so come mi uscì. Forse perché tanto, prima o poi, l’avrebbe scoperto da solo. “No, cazzo! Non puoi essere incinta!” “E invece lo sono per forza, perché continui a venire dentro come vuoi e la pillola non l’ho più presa da quando mi hai trascinata in questo buco di merda!” Lui sgusciò via in un secondo, dirigendosi verso un angolo della cantina. In mano aveva un manubrio. “Adesso fatti andar via quella cosa!” sibilò lui minaccioso, dirigendosi verso di me. Teneva il manubrio così stretto da avere le nocche bianche e le vene in ...
... rilievo. “Non provarci nemmeno! Non provare a toccarmi!” gli urlai contro. Provai ad evitarlo. Ma ero affamata. Stanca. Sfinita. Lui fu più veloce. Un colpo secco. Dritto. Doloroso. Mi morì un urlo in gola. Fuoriuscì un gemito strozzato di dolore. Mi lasciò lì a terra. Rannicchiata in posizione fetale, con le lacrime agli occhi e il sangue che dilagava per terra. Su quel pavimento freddo e polveroso su cui avrei dovuto partorire. Volevo solo morire. —— - - - - —— Mi ritrovarono proprio grazie ad Ariel. Quella santa, quella cagnetta santa! Aveva deciso di usare il mio braccialetto come giochino. Lo mordeva e lo leccava, portandolo in giro. E in uno dei suoi giri, si era imbattuta in Emanuele e mia mamma. Lo avevano riconosciuto subito. Venni liberata una settimana dopo. Lui andò in prigione. Io feci tutto ciò che era in mio potere per riprendere in mano la mia vita. E ci riuscii. Emanuele e io ci sposammo. Realizzai il mio sogno e divenni una giornalista. Andammo a vivere in una bella casa in riva al mare. Adottammo un cane e lo chiamammo Fido. E la bambina la adottammo anche lei. Perché per colpa di un serpente, non posso avere figli.