1. Orgasmi ignobili per nobili o le radici di luigino, 3a parte


    Data: 01/12/2020, Categorie: Etero Autore: sexitraumer

    ... accolse quell’imbarazzante innaffio non richiesto con sollievo, nonché anche del piacere, le due cose le fecero rimuovere il disgusto morale e materiale. Piangeva, ma si sentiva anche sollevata, e libera.
    
    Riteneva che ad un certo punto stava anche godendo.
    
    “Ohhhh…basta padre…basta…ohhhh…”
    
    “No! Ancora signorina, sennò devo dirlo al podestà! Ancora…ve ne do altro!”
    
    Le sparò dentro tutto il seme che voleva nella folle convinzione d’averne un oceano…dopo sei o sette schizzi finalmente alla figlia venne in mente una trovata che avrebbe potuto anche riuscire…
    
    “Armigero, Lorenzo, dovete rientrare in caserma per l’appello! Se una ronda militare vi trova qui vi puniscono! Uscite orsù! Ve lo ordino come la regina!”
    
    “Ohhhhh…ob…obbe…obbedisco…genera…sargente ?!”
    
    “Siete il mio miglior soldato, Lorenzo, ma ora dovete staccarvi!”
    
    “…”
    
    “Staccatevi!”
    
    “Sì…sì! Ecco!”
    
    …finalmente tolse il cazzo, liberando il retto della figlia non più bloccata dal corpo del padre contro il proprio. Quel che rimaneva di quei copiosi schizzi le cadde dall’ano mentre si richiudeva sporcandole le cosce. Reggendosi l’ampia gonna alla meglio, ancora rimboccata cercò di occultargli almeno la fica, o lo avrebbe riattivato. Il padre restò a guardarsi il cazzo ormai rimpicciolito, e sporco della merda che aveva raschiato dal retto della figlia; avendo finalmente compreso come doveva trattarlo, da soldato con ordini brevi e secchi, gli comandò:
    
    “Bravo soldato! Aspettatemi qui! Non vi ...
    ... movete! Guardia!”
    
    La ragazza tenendosi la gonna rimboccata, e le sue magnifiche natiche e cosce in vista andò di corsa nel giardino di pietra sul retro della casa, e prelevata dell’acqua piovana da un catino si lavò l’ano sommariamente, poi le cosce, quindi lasciò che la gonna ricadesse coprendole le sue belle gambe di adolescente. Il papà che ormai non si rendeva conto di dove si trovava, aveva preso ad urinare sopra il letto tutto contento come fosse un puttino d’una fontana…con la sensazione di sollievo, e pulito del proprio ano lavato ad acqua fresca, le tornò un po’ di memoria anche a lei: aveva potuto osservare durante le fughe del papà per il borgo, che quando gli estranei lo comandavano di uscire dalle loro case, o dagli uffici dove entrava all’improvviso, senza pregarlo, dandogli ordini secchi e brevi, rispondeva ed in genere ubbidiva…trasalì senza dare peso alla sodomia subita, quando lo vide pisciare contro il letto, dopo quell’attività sessuale e battendo le mani gli diede degli ordini secchi:
    
    “Via di lì Lorenzo !”
    
    “Sì, ecco ! Obbedisco!”
    
    “Per di qua Lorenzo ! Su !”
    
    Le riuscì di prendere il padre sotto braccio, ed accompagnarlo nel giardino pietroso dove potè finire di urinare, riuscendo più che altro a sporcarsi i pantaloni, ed i calzari. Il padre puzzava di urina, e lo sperma rimasto nel retto era l’ultimo dei problemi, dato che aveva sporcato con urina e sangue anche i lenzuoli nuovi, che lei e la madre lavavano due sole volte al mese, nei lavatoi ...
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