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Orgasmi ignobili per nobili o le radici di luigino, 3a parte
Data: 01/12/2020, Categorie: Etero Autore: sexitraumer
... pubblici all’aperto. Il comune era piccolo, e c’erano da osservar dei turni tra le varie famiglie. Sporchi i pantaloni ed i calzari del padre, sporco il lenzuolo. Quel pomeriggio, quando la mamma tornò dalle magre compere, le nascose per pietà la sodomia subita dal padre, comunque folle. Si limitò a dire che aveva urinato sul letto, e che non se n’era accorta; quindi avrebbero passato pomeriggio rimasto e la sera a lavare a casa loro, nella speranza che il vento della notte avrebbe asciugato il lenzuolo e i pantaloni del povero Lorenzo. Anche il cane Bigio era rientrato e naturalmente aspettava che fosse ora dell’unico pasto al giorno che c’era in quella famiglia: per i tre esseri umani e per lui, Bigio, un cane felicissimo di dormire sopra i padroni la notte. Ormai il viaggio a quarant’anni prima era terminato; non era durato che i pochi secondi nei quali nel presente Paolo Roscio la stava sodomizzando con una certa efficienza e gentilezza: se gli manteneva la durezza dell’erezione affondava il cazzo con dolcezza, se poteva. Dentro di sé Suor Caterina amava la sodomia. Le faceva sentire il sesso più intensamente…in vecchiaia… “AHNN…ahnnnnn…ohhhh…Paoloooohhh! “ “Sì, ahnnn, dite!” “Potreste andare più veloce…ahnnn…ahhnnnn!” “Come volete, ma vi farà solo più male…hmmm…ahn !” “…ma che male ! Dateci …ahnnn! …dateci dentro giovanotto!...e…poi…mi direte…se non è ancora un signor culo, questo che avete…ahnnnn!...Ohhhhhh! Hoooohhhh..ahn !” “Ahnnn…sì…Caterina, ...
... sì…ahnnn…un bel culo…ahnnnnn…non…non…non male…toh, prendi !” “AHN ! …ohhhh…sì!” L’anziana donna fu ben felice di un po’ di sesso spinto ogni tanto, quasi a rifarsi di quella giovinezza che aveva trascorso da suora, non perché costretta, ma per sua libera scelta. Compiuti i venti anni sentì di volersi dedicare agli altri, e prese i voti. Un fidanzato lo avrebbe trovato se solo lo avesse voluto. Dopo la morte di suo padre i maschietti tornarono a farsi vedere, ma a lei ormai non interessavano più. Decise a vent’anni che avrebbe trascorso la vita al servizio dei più deboli. Dopo cinque anni di convento, preghiera, e non poche masturbazioni soffocate nella sua cella, decise di andare incontro al mondo con l’abito da suora, un paravento per l’esterno. Confidate le sue passioni per lo studio del corpo umano e delle sue funzioni, ottenne di poter praticare l’assistenza presso uno spedale a Milano per curare chi ne aveva bisogno; un medico, il dottor Foglia l’aveva presa in simpatia, confidandole come si faceva il mestiere; la confidenza che aveva sviluppato con il chirurgo la spinse a far capire a quest’uomo dieci anni più anziano di lei, che era disposta ad assisterlo anche in modo più personale, concedendogli il proprio corpo in cambio di studio e pratica. Un giorno, due, talvolta anche tre di seguito la settimana, dormiva sul lettone matrimoniale in casa del medico, scapolo di suo. La cosa andò avanti tre anni circa, poi un condottiero militare di passaggio, forse un mercenario, ...