1. Orgasmi ignobili per nobili o le radici di luigino, 3a parte


    Data: 01/12/2020, Categorie: Etero Autore: sexitraumer

    ... dei capelli corti tagliati via alla meglio; poi dopo avergli restituito lo spadino, gli comandò:
    
    “La terza botticella, quella là in fondo, guardate!”
    
    Paolo eseguì, per poi confermare:
    
    “La vedo, e allora?”
    
    “In quella c’è della grappa; riempitene un boccaglio, generosamente! Niente sparagno!”
    
    Paolo Roscio riempì il boccaglio, alto una mano pressappoco, di grappa:
    
    “Bene! …poi raggiungetemi fuori in cortile!”
    
    La donna senza guardarlo in faccia, uscì in cortile dove normalmente si spaccava la legna…prese l’ascia, e verificò che tagliasse, spaccando un tronchetto di legno. Il tronchetto venne tagliato in due dal colpo di prova tirato da lei. Ebbe conferma che l’ascia, larga una decina di dita, era abbastanza affilata. Paolo l’aveva raggiunta con la pinta di grappa…avendo lavorato in gioventù, quando aveva appena preso i voti, come assistente di un chirurgo cerusico era pratica di anatomia umana. La donna, vedendo la pinta piena di grappa, gli disse di dargliela; e mentre gliela diede, sorridendogli come volesse ringraziarlo, dapprima posò il boccaglio di grappa sul cippo di legno, poi tornando verso di lui gli chiese di portarle un po’ di torba, prendendola da quella depositata nel fienile…
    
    “Quanta?”
    
    “Me ne basta un pezzetto, assicuratevi che sia sporca…”
    
    “Boh…”
    
    Paolo eseguì, e le portò un pezzettino di torba, come da lei richiesto. La donna macchiandosi volontariamente il dito ne spezzettò un altro pezzo sputandovi sopra, e assicuratasi che ...
    ... macchiasse tracciò dietro il suo collo un segno orizzontale, in un tratto che aveva cercato per via tattile…poi prese a parlargli:
    
    “Paolo, promettetemi che presto acquisterete dei buoni vestimenti, sta per arrivare l’inverno, che qui è molto freddo…”
    
    “Posso usare quelli del marchese…”
    
    “No, Paolo, non sono della misura vostra; e comunque non sono adatti all’inverno quelli che ora indossate…”
    
    “Ma costerebbero…con cosa potrei mai pagarli?”
    
    “Con li duecentotrenta scudi che ho ritirato dallo banco della Tavola de’ Bonsignori di Finanza; li ho nascosti dentro lo materasso dello letto mio nella stanza della puttana Devota; prendeteveli voi giovanotto, e non fate ricchi i vostri novi padroni!”
    
    Finito di dargli le ultime raccomandazioni prese dal cippo il boccaglio pieno, e bevve rapidamente la pinta, raccolse l’ascia, per poi dire a Paolo Roscio:
    
    “Ahhhhmmmm…ohhhhh…burp !...Tenete, prendete voi quest’ascia! AVANTI!”
    
    Paolo la prese incredulo; la donna continuava a dominarlo; lui chiese:
    
    “Che dovrei fare?”
    
    “Mi dovete tagliare la testa! Così farete quello che vi ha raccomandato Bonaldo. Solo che lui voleva farmi morire di strangolamento, dopo che seppe ch’ero stata in paese! E io la soddisfazione di scalciare impiccata a quella schifosa puttana di Devota Maria non gliela darò mai!”
    
    “Ma…”
    
    “Non negate! Probabilmente Devota Maria glielo deve aver chiesto, visto che l’ultima volta che mi ha toccato la vulva l’altra mattina l’ho respinta con un calcio! Non avevo ...
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