1. UNA STORIA


    Data: 04/12/2020, Categorie: Etero Autore: unuomo

    Il bar era sempre uguale a se stesso così come i suoi avventori la cui vita scorreva come il prosecco nei bicchieri spesso sbeccati dal tempo. Le bruciature di sigarette erano cicatrici che la storia aveva inciso sul bancone in legno intarsiato. Solo la colonna sonora lo rendeva così diverso dalla miriade di posti simili se non uguali: non musica rockettara e accompagnata dalla voce insonne di uno speaker radiofonico che finiva con l'imporre a tutti i suoi gusti quanto piuttosto una delicata scelta di musica classica, Mozart in particolare la cui armonia strideva con quel posto così disadorno. Il tavolino in fondo a destra, quello era il loro posto, la loro alcova, promiscua come quEll'avventura cominciata quasi per caso. Un uomo e una donna. Si conoscono, si piacciono, finiscono a letto incuranti del passato e del presente l'uno dell'altro. Semplice, lineare. Ma quella volta ad incontrarsi non erano stati solo due corpi, un cazzo e una figa. No. Ad incontrarsi e a riconoscersi erano stati due cervelli, due anime, lo stesso modo di intendere il sesso e, dunque, la vita (che quasi sempre coincide col primo). Ciò che avevano al fine compreso, in quella sottile seduzione fatta di sguardi, di mezzi sorrisi, era che a nessuno dei due interessava, chessò, il colore dgli occhi, dei capelli, la sinuosità del corpo, il tono della voce dell'altro quanto piuttosto il semplice godere. Ed il loro era un godere intenso, una scarica continua di piacere che dalle viscere attraversava ...
    ... ogni angolo del corpo fino a salire, dritto e inesorabile, al cervello. Lui l'aveva presa per mano, pazientemente condotta a scoprire sempre nuovi modi di godere, nuove forme di piacere. Da sempre aveva una sola regola: se una donna "le entrava dentro", nulla di lei poteva non piacergli, fargli ribrezzo. Nulla. E quando glielo disse, con una trasparenza e una sincerità che sempre aveva adottato, lei finse di non capire pensando, tutt'al più, che quello fosse un modo di dire. Poi però, la prima volta che i corpi si conobbero nella loro reciproca nudità, ebbe un misto di sorpresa e vergogna mentre lo guardava chinarsi su di lei e prenderle il piede destro fasciato da una ballerina nera. E prima che potesse dire qualcosa, qualunque cosa, già la bocca le stava baciando la caviglia e la lingua si insinuava in quel sottile confine tra scarpa e pelle per poi risalire e cominciare a leccare il polpaccio e l'interno delle cosce. Sempre più su quella lingua dura, quasi fosse già di suo un piccolo cazzo, continuava a perlustrare ogni centimetro di pelle indugiando prima là dove iniziava l'attaccatura dei seni e poi sui capezzoli che sembrava fossero al centro di una danza orgiastica con quell'organo che li accarezzava, li tormentava, ci danzava attorno. Qquando giunse prima sui lobi delle orecchie e poi sul collo, lei era totalmente posseduta. A quel punto quella danza carnale riprese e mentre la lingua ripercorreva a ritroso la stessa strada, già la mano dell'uomo era scesa a sfilarle, ...
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