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UNA STORIA
Data: 04/12/2020, Categorie: Etero Autore: unuomo
... rumore delle palle che sbattevano contro le coscie:" sì questo ci sa davvero fare; sa come fare per scopare una femmina". Pensieri fulminei, improvvisi che il cervello elaborava mentre le sembrava che quel cazzo la stesse sfondando. Poi quella ormai consueta torutura riprese. Intuendo dalle contrazioni del suo corpo che l'orgasmo stava cominciando a farsi strada dentro di lei, l'uomo si fermò. Estrasse il membro per tre quarti della sua lunghezza e aspettò. Qualche secondo, non di più, e poi le entrò di colpo, fino in fondo, quasi con violenza e ricominciò a penetrarla. Una, due, tre volte avvicinandosi, senza mai superarlo, al limite oltrepassato il quale niente e nessuno avrebbe potuto fermare il suo piacere. E in quel momento lei capì. Comprese che era lui il padrone del suo godimento, che era lui e solo lui che aveva il potere di decidere quando farla godere. Comprese che non c'era nulla di sadico in tutto questo ma solo la voglia, come prima, di farle aggiungere piacere a piacere, di fare di tutti quegli orgasmi interrotti un unico, grande orgasmo. E lei lo sentì arrivare. Lo sentì nascere nella sua figa, crescerle nelle viscere, salirle fino al cuore e poi scaricarsi nel cervello e da lì riflettersi in tutto il suo corpo squassato da brivi di inesauribile godimento. Stavolta lui non attese; si stese invece sulla schiena e la invitò ad impalarsi su quel cazzo ormai pronto a esplodere. E lei lo cavalcò; lo domò quasi fosse un cavallo imbazzarito e lei una amazzone. ...
... Stando sopra poteva vedere quegli occhi verdi, socchiusi, nell'attesa del piacere. Poteva sentire la sua figa bagnata cone un lago, così piena di quel cazzo. Sentiva le mani di quel maschio strizzarle le tette, i capezzoli. Le sentiva mentre le cingevano i fianchi quasi volessero aiutarla a penetrarsi ancora più a fondo. E venne. Ancora una volta. Forse ancora più intensamente. Esausta si lasciò cadere sopra di lui mentre le era ancora dentro. Lui le baciò dolcemente il collo. Poi sentì i talloni fare presa sul bordo del letto, la schiena inarcarsi e il cazzo muoversi di nuovo dentro di lei. E lei riprese a montarlo, mugolando di piacere. Lui continuava a sorridere, a fissarla negli occhi. Quando le mani scesero nuovamente sui fianchi dandole il ritmo, lei comprese che quel cazzo era sul punto di esplodere. Lo fece uscire e si sdraiò accanto al suo amante. Decise che fosse lui a scegliere come e dove venire. Lo vide alzarsi e mettersi in ginocchio davanti a lei, fra le sue gambe. Lo vide prendere quel cazzo bellissimo fra le mani e iniziare a masturbarsi sembre guardandola. Lo vide accellerare sempre di più il ritmo mentr e il respiro si faceva sempre più intenso. Vide le sue spalle irrigidirsi, i muscoli del braccio tendersi. Quasi inconsciamente si trovò ad aprire la bocca e quando lui venne ne sentì lo sperma entrargli in gola mentre alcune goccie cadevano sulle sue guancie. Lo inghittì avida mentre stavolta erano sue quelle mani che accarezzavano le coscie tornite, muscolose ...