1. UNA STORIA


    Data: 04/12/2020, Categorie: Etero Autore: unuomo

    ... ginocchia quasi a voler aumentare lo spazio a disposizione di quel membro che la stava così intimamente possedendo. Lui continuava a muoversi dentro di lei seguendo uno spartito che solo la voglia conosceva. Alternava movimenti rapidi a gesti più lenti fino a fermarsi di colpo quando intuiva che lei stava per raggiungere l'orgasmo. Era una piacevolissima tortura: quegli orgasmi ripetutamente negati finivano con l'accumularsi uno sull'altro come l'acqua di un fiume in piena quando è sbarrata da una diga. E alla fine la diga si ruppe e quei tanti piaceri interrotti si fusero in un unico grande orgasmo che le squassò il corpo facendola quasi rabbrividire. Un piacere talmente intenso da non poterlo nemmeno descrivere. No, quell'uomo era diverso da tutti gli altri. Durante l'orgasmo non era uscito, era rimasto sopra di lei, col membro ancora saldamente piantato fra le sue gambe. Ora lo vide sorriderle, accarezzarla come fosse una bambina impaurita dall'essersi svegliata d'improvviso nel buio della notte. Sempre guardandola negli occhi, le sollevò le gambe appoggiandosele sulle spalle. E in quella posizione la possedette di nuovo mentre la lingua, ancora, continuava a leccarle i piedi, le caviglie, i polpacci. Piccole gocce di sudore cominciavano a imperlarle la fronte. Quel pezzo di carne uscì da quel corpo. Lo vide vibrare davanti ai suoi occhi, impregnato dai suoi umori. Lo vide avvicinarsi sempre più alla sua bocca. le sembrò così asoslutamente naturale riprenderselo fra le ...
    ... labbra e succhiarlo: "è questo il mio sapore? è questo il sapore della mia figa quando viene scopata?" si chiese. Quell'interrogativo la eccitò. Immaginò di prenderselo in bocca quel cazzo subito dopo aver scopato una figa che non fosse la sua. Si trovò a chiedersi, coltivando questa fantasia, se tutte le fighe avesero lo stesso sapore dopo il sesso o se ognuna ne avesse uno proprio. Persa in quei pensieri quasi non si accorse della facilità con cui lui l'aveva girata e messa a quattro zampe. Ciò che la distolse da quella fantasia fu sentire la lingua dell'uomo iniziare a leccare quella piccola porta la cui chiave non aveva voluto dare a nessuno. A nessuno. Nemmeno a Marco, il solo che forse avesse davvero amato non foss'altro perché era il padre di Sofia, la sua unica figlia. Ma Marco e quell'amore erano finiti addosso ad un camion e lei, scoprendo che in quell'auto lui non era solo, aveva capito che che anche l'amore, come la vita, è spesso solo illusione con cui combattere la paura della solitudine. Quella lingua chge continuava a d umettare quel forellino chiuso le procurava un misto di piacere e paura: "riuscirò a fermarlo oppure sarà come tutti gli altri che ci provano nonostante i nostri no, come tutti gli altri cui non frega un cazzo di cosa vogliamo noi donne?". La risposta giunse subito da quella lingua che immediatamente si ritrasse, da quel membro che tornava a riempirle la figa. Le mani possenti, così forti, così virili, le cingevano i fianchi mentre sentiva il ...