1. Cattivi maestri (parte 1)


    Data: 06/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: BOY94cercaMATURI

    ... nudità e della mia presenza. Poi lo sistemò con le mani senza essere minimanente turbato da me.
    
    Trovavo tutto ciò particolarmente destabilizzante e snervante. Odiavo vedere un uomo cosi non curante e non rispettoso delle persone.
    
    Tuttavia comprendevo che, con molta probabilità, mastro Giuseppe non capiva il senso di quei gesti. Era qualcosa di assolutamente naturale per lui e poco importava che in quell'officina fosse presente un'altra persona.
    
    Dopo circa due settimane il nostro rapporto diventò sempre più confidenziale. Non lo chiamavo più mastro Giuseppe ma semplicemente Giuseppe, mentre lui mi trattava con semore maggiore semplicità e cura.
    
    Spesso, a pranzo, rimanevo con lui nell'officina. La moglie, infatti, su richiesta di Giuseppe, preparava il pranzo e anche per me.
    
    Passavamo, così, la pausa chiacchierando del più e del meno.
    
    Con il passare del tempo gli atteggiamenti di Giuseppe diventavano sempre più intimi, quasi avesse piacere nell'essere cosi incurante del pudore.
    
    A volte, mentre era in bagno, mi chiamava per chiedere qualcosa costringendomi, per ascoltarlo, ad avvicinarmi a lui nudo ed occupato nelle sue funzioni primarie.
    
    Altre volte mi abbracciava o provava ad accarezzarmi i capelli oppure chiedeva che mi sedessi vicino per parlare un po'.
    
    In altri casi, semplicemente, mi fissava senza proferire parola per via di quel deficit cognitivo che lo rendeva evidentemente impacciato e rozzo nei suoi discorsi o gesti.
    
    Iniziai a provare ...
    ... compassione per quell'uomo ma allo stesso tempo mi eccitava la sua naturale e stolta disinibizione. Vedere naturalmente le sue nudità ogni giorno, più volte al giorno, mi davano l'impressione di un uomo alla ricerca di uno strano senso di libertà anche sessuale ed allo stesso tempo di compartecipazione a quella libertà.
    
    Poi una mattina, poco prima della pausa pranzo, lo scorsi manovrare una latta di olio.
    
    Ad un tratto vidi la latta scivolargli dalle mani e sversare il suo contenuto sulla sua tuta blu che cambiò repentinamente colore dal blu ad nero quanto più olio usciva dalla latta.
    
    - Porca miseria - sentii gridare Giuseppe.
    
    - Cosa succede โ€“ chiesi.
    
    - Mi è scivolata la latta sulla tuta. Sono tutto impregnato di olio.
    
    - Dai, è solo una tuta da lavoro. Prova ad asciugarla con della carta โ€“ consigliai.
    
    - Si. Ora provo ad asciugarla. Ma penso di doverla metterla al sole altrimenti rimarrà umida dannazione โ€“ concluse Giuseppe.
    
    Entro in bagno si levò la tuta per lasciarla asciugare.
    
    Ne usci con la solita naturalezza e con indosso solo le mutande ed una maglietta che rimaneva sospesa per via della pancia.
    
    Poichè era ora di pranzo, inziiammo a mangiare dei panini con frittata preparati dalla moglie, accomodati su degli sgabbelli nell'officina.
    
    Disturbati dal silenzio di quel momento iniziammo a chiacchierare del più e del meno:
    
    - Dopo pranzo dovrebbe venire il sig. Luppi. Porterà una vecchia fiat che ha problemi a mettersi in moto โ€“ ruppe il silenzio ...