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India
Data: 13/12/2020, Categorie: Etero Sesso di Gruppo Autore: Rebis
... una regina e la leggiadria di una farfalla. Si diresse verso le toilette con passo fermo. La seguii poco dopo col membro rigido come un pilastro in marmo bianco.Ora, i gabinetti degli aerei sono piccoli, spesso e volentieri estremamente scomodi e sebbene progettati per essere ergonomici, tendono anche all�essere essenziali, due cose che in genere contrastano.In quel momento non ce ne fregava nulla.Semplicemente bussai giusto una volta alla porta. Fortunatamente avevo indovinato il gabinetto. Maghera mi aprì e, appena fui dentro richiuse la porta senza fare il benché minimo rumore.Neanche un secondo dopo eravamo già avvinghiati a spogliarci di tutti gli strati di tessuto che ci impedivano di copulare degnamente. Il sarì dell�indiana era tenuto alzato mentre le davo piacere con lingua e dita. I gemiti della giovane erano a stento contenuti. Ma non mi sembrava affatto giusto che godesse solo lei�Smisi quindi di leccare, penetrare e succhiarle la yoni per poi alzarmi e baciarla. Lei mi leccò le labbra pregne dei suoi succhi. Gemette quando le strinsi un seno. Ci staccammo e senza bisogno di incitamenti, la mano dell�indù si avvolse attorno al mio pene ipereccitato, iniziando a segarmi. Lentamente scopriva e ricopriva il mio glande mentre io le infilavo due dita nella fica bruna e glabra. I nostri gemiti si fondevano, ...
... interrotti solo dai nostri baci.Le mie dita erano come pistoni, facevano insistentemente avanti e indietro nell�intimità ormai fradicia di Maghera, che ricambiava segandomi con ammirevole maestria. Andavamo allo stesso ritmo e se uno di noi cambiava, l�altro si adattava. Avremmo potuto continuare in eterno ma sapevo bene che presto o tardi qualcuno avrebbe incominciato a sospettare.Aumentammo il ritmo, cercando di avvicinarci il più possibile. D�un tratto abbandonai ogni cautela e sollevai l�indiana di peso, impalandola sul mio membro.La giovane emise un gemito compiaciuto, primo di una serie che soffocai baciandola. Imposi il ritmo. Lei mi piantò le unghie nella schiena dopo avermi sollevato la maglietta. Eravamo scatenati, le nostre bocche si cercavano, le lingue mulinavano senza controllo.Stavamo per concludere ma proprio in quel momento, sentimmo bussare. Subito dopo la dannatissima hostess filippina (o per meglio dire la sua voce) ci rovinò quel momento d�estasi pura.-Va tutto bene.-, rispose Maghera.Ci rivestimmo lentamente, aspettando di sentire il rumore dei tacchi della donna che si affievoliva sino a sparire prima di uscire. Prima io, e dopo qualche minuto anche la mia compagna.Nonostante tutto non ero insoddisfatto, anche se ero ancora una sbarra di ferro. Una volta in hotel avremmo potuto concludere.