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Vacanze montane
Data: 14/12/2020, Categorie: Etero Autore: VicentinoGrey
... limpida si era trasformato in un fiumiciattolo fangoso. Mentre percorreva gli ultimi metri udì un brontolio sordo e vide con orrore che l’acqua saliva a vista d’occhio. «Michelaaaaa!» gridò a gran voce e raggiungendo la sponda «Corri! Corri, presto! C’è una piena nel fiume!» L’amica stava già correndo da qualche decina di metri quando vide che Sara portava le mani davanti alla bocca e gli occhi erano sbarrati e fissi alla sua sinistra, a monte del torrente, sconvolta dal terrore. Guardò anche lei alla sua destra e vide che l’acqua limacciosa stava trascinando cumuli di sterpaglie e la cima di un grosso tronco. La forcella dei rami più alti si bloccò sul ponte di legno e la forza dell’acqua, aiutata dagli arbusti divelti, spinse verso il fondo le radici dell’albero. In pochi secondi saltò via il travetto longitudinale e poi un asse si spezzò a metà. La pressione dell’acqua su quella enorme leva fece schiantare l’intera struttura e l’acqua non ebbe più ostacoli per portare a valle i detriti che il fortunale stava producendo a monte. «Vai pure in albergo!» suggerì Michela «io torno su e mi riparo nella baita che abbiamo visto prima. Se domani il fiume cala, scendo io a valle, altrimenti avvisa le guardie forestali. Ti chiamo quando arrivo.» «D’accordo» urlò Sara per farsi sentire nel fragore dei tuoni che adesso si susseguivano a pochi secondi l’uno dall’altro. Michela corse verso il sentiero e la pioggia aumentò di intensità. Trovò il varco tra gli alberi e salì a passi ...
... veloci verso la baita, che ora appariva priva di contorni definiti, come se un enorme vetro smerigliato fosse stato calato dal cielo. Uno schianto improvviso alla sua sinistra la fece gridare e il terrore la ghermì con i suoi freddi artigli. Un albero era stato centrato da un fulmine e ora le stava precipitando addosso. Si scosse dalla paura e scattò verso la baita, accompagnata dal terrificante suono dei rami spezzati, ma gli aghi esterni dell’abete riuscirono comunque a colpirla alle spalle. Strillò di paura, incurante dei graffi che sentiva in testa e sul collo, e raggiunse ansimante la veranda costruita davanti alla porta. «Aprite, aprite per favore!» bussò con forza «aprite! Stanno cadendo fulmini tutto intorno!» La porta si aprì e apparve un uomo sui cinquant’anni, in jeans, e con una camicia di flanella a scacchi rossi e neri. Michela non ebbe tempo di dire nulla. L’ennesimo fulmine cadde sopra la baita e il frastuono assordante la gettò tra le braccia dell’uomo. «Mi aiuti, per favore» piagnucolò terrorizzata «ho rischiato di morire poco fa» «Non preoccuparti per le saette. Quella di poco fa si è scaricata a terra grazie al parafulmine che ho piantato a fianco della casa. Qui siamo al sicuro e adesso entriamo: fa freddo e tu sei bagnata fradicia» La donna notò che il suo cuore batteva all’impazzata mentre sentiva colpi lenti e profondi nel petto muscoloso del padrone di casa. Superarono il disimpegno su cui erano inchiodati vari attaccapanni, varcarono una seconda porta ed ...