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Vacanze montane
Data: 14/12/2020, Categorie: Etero Autore: VicentinoGrey
... entrarono nella baita. «Togliti quella roba e prenditi una coperta dal letto. Metto un paio di ciocchi sul fuoco così ti puoi fare una doccia calda» Michela si guardò intorno. Un grande caminetto era posizionato di fronte a lei, al centro. Una porta si apriva a destra del focolare, a filo dello stesso. Sulla sinistra, simmetricamente alla stanza che stava dietro la porta, c’era uno spazio occupato da un piccolo divano a tre posti e da una serie di scaffali zeppi di libri. Riconobbe i dorsi delle collane più sofisticate dei migliori editori italiani. Sempre a sinistra c’era una cucina economica a legna e un piano di lavoro. Sulla parete dietro di lei, sullo stesso lato della casa, c’era il lavello e un tavolo di legno con tre sedie. Specularmente all’angolo dedicato alla cucina, c’era il letto a una piazza e mezza, parzialmente nascosto da una tenda che scendeva ai piedi del talamo, mentre un’altra tenda poteva chiudersi sull’intero lato lungo. «Dove mi posso spogliare? Non vedo stanze, a parte quella porta che penso dia sul bagno» chiese Michela. «Per me puoi farlo dove vuoi. Io non mi imbarazzo: sei tu che hai bisogno di scaldarti subito. Metti i tuoi vestiti su questa sedia, davanti al caminetto. Puoi restartene in biancheria e togliertela quando entri in bagno. Prendi questo telo e vai dentro. Ah, è bene che tu sappia che io non ho acqua, luce e gas. Quella che scende dal soffione, lo fa per caduta e non aspettarti i getti di un idromassaggio» Michela si spogliò degli ...
... abiti bagnati vicino al letto, girando le spalle al montanaro e andò a farsi la doccia con il solo intimo addosso. Si sentì giustamente gli occhi addosso mentre si avviava verso la porta del bagno. La doccia era ricavata proprio dietro il caminetto e la parete irradiava un piacevole tepore. La piccola finestra era sferzata da una pioggia violenta e non accennava a diminuire. Uscì avvolta dal telo, con i capelli gocciolanti e la biancheria in mano. L’uomo stava pulendo un cesto colmo di porcini. A fianco aveva già preparato un tagliere, del sedano una carota e due cipolle. «Asciugati i capelli vicino al fuoco. Le tue mutande e il reggiseno le puoi appoggiare sullo schienale di una sedia. Quando sei a posto, puoi metterti quella tuta» «Grazie» disse sommessamente. Andò vicino al letto a indossare la tuta con l’asciugamano addosso, come se fosse in spiaggia a cambiarsi il costume, e poi si sedette davanti al fuoco a osservare l’uomo. Era alto, fisico asciutto, capelli quasi a zero, una voce baritonale ed emanava un’aura da orso solitario. «Sono Michela. E tu?» chiese con cautela. «Marco.» «Vivi solo, qui? Il letto non è singolo, mi pare da una piazza e mezza.» «Si. Esatto.» «Come fai con acqua e luce? Dicevi di non avere gli allacciamenti.» «C’è un ruscello che scorre a monte della baita. Ho fatto una deviazione che porta l’acqua dentro una cisterna, posizionata su un terrapieno dietro casa. Quando la vasca è piena, l’acqua torna al ruscello, a fianco della casa. L’acqua che arriva ...