1. Vacanze montane


    Data: 14/12/2020, Categorie: Etero Autore: VicentinoGrey

    ... al rubinetto passa attraverso un filtro, ma in realtà serve solo quando la cisterna è vuota e il galleggiante apre la saracinesca quando il ruscello trasporta fango, come oggi. Lungo il canale ci sono tre piccole pale che producono energia elettrica. C’è anche una piccola turbina eolica. Dietro la parete ci sono una dozzina di batterie di auto e un inverter. Per far funzionare le lampadine, la pompa dell’acqua calda, qualche utensile, il pc e la radio sono più che sufficienti. L’acqua si riscalda grazie a un radiatore che si trova sulle pareti laterali del caminetto» «Geniale!» «Stasera c’è risotto con i porcini, cotto con brodo vegetale. Vuoi chiamare qualcuno per dirgli che stanotte resti qui?» «Non c’è modo di scendere a valle, vero? Sono tua prigioniera.» «La porta è aperta. Sei libera di andartene quando vuoi, ma credo che con questa bufera tu rischi di lasciarci veramente la pelle.» La donna accettò il suo consiglio e mandò un messaggio rassicurante a Sara. Durante la cena Michela seppe che l’uomo era un ingegnere lasciato a casa dopo il fallimento dell’azienda in cui lavorava. Con gli incentivi della comunità montana decise di sistemare la baita del nonno e di lasciare auto e casa alla moglie, da cui si era separato. La liquidazione gli sarebbe bastata a pagarsi le modestissime spese nel periodo che separava la fine dell’indennità e l’erogazione della pensione. Non pagava nessun tipo di bolletta né di tasse aggiuntive. Per comunicare usava un trasmettitore a onde ...
    ... medie sui canali usati dai radioamatori. Il pc serviva solo per riprodurre musica o scaricare le foto della macchina fotografica. Il temporale si stava indebolendo e le violenti precipitazioni si trasformarono in una pioggerella autunnale che picchiettava lievemente sul tetto. La donna notò che Marco non le distoglieva mai gli occhi di dosso; era attento e premuroso nel chiederle se desiderava altro vino o del formaggio di malga o delle verdure che aveva raccolto il mattino stesso. «Fammi vedere quei segni sul collo» le disse in tono risoluto, alzandosi da tavolo. Michela obbedì e si fece esaminare la nuca da Marco. «Tre lunghe abrasioni, niente di grave, ma è meglio disinfettare» le diagnosticò l’uomo. Michela rimase a testa bassa per farsi medicare e quando Marco le disse che aveva finito, si girò e alzò il viso verso di lui. Rimase ferma a osservarlo e lo sguardo fu ricambiato. Si udivano solo lo scoppiettio dei ceppi nel caminetto, le cascatelle di acqua piovana che le grondaie facevano cadere sulla ghiaia che circondava il perimetro della casa e il ticchettio delle gocce sul tetto. Passarono cinque lunghissimi secondi; Michela aprì lievemente le labbra e Marco appoggiò le sue. Il timido bacio durò pochi istanti. Il bisogno di riscoprire i piaceri della vita da parte della donna che ne aveva visto la fine poche ore prima, la indusse a spingere la lingua nella bocca dell’uomo. La passione si accese per entrambi e le mani di Marco premettero sulla schiena e sui fianchi di ...
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